ROMA – Il vaccino pentavalente usato comunemente nei bambini aumenta il rischio di convulsioni febbrili, ma questo rimane comunque molto basso e non comporta effetti a lungo termine. Lo assicura uno studio pubblicato sulla rivista Jama, basato sui dati di 360 mila piccoli pazienti.
L'analisi dell'universita' danese di Aarhus ha preso in considerazione la formulazione che protegge da difterite, polio, tetano, Haemophilus influenzae b e pertosse, molto comune in Usa e Europa del Nord, mentre in Italia si usa quello esavalente che aggiunge anche la protezione dall'epatite B.
I ricercatori hanno trovato che il rischio di convulsioni aumenta di sei volte nel giorno della prima iniezione, che di solito e' a tre mesi di vita, di quattro volte dopo la seconda mentre e' assente nella terza. Il rischio assoluto, sottolinea l'articolo, rimane comunque molto basso, circa 4 episodi ogni 100 mila iniezioni, mentre e' assente sia il pericolo di episodi successivi sia di effetti piu' gravi come l'epilessia: "E' un sollievo per noi – spiega Yuelian Sun, uno degli autori – il rischio della vaccinazione e' estremamente basso, e l'unica accortezza e' forse di tenere a portata di mano farmaci contro la febbre se questa risulta particolarmente alta".