Banda larga e telefonia mobile: le nuove regole sulle frequenze

Corrado Calabrò (Foto LaPresse)

ROMA – E’ iniziata la consultazione pubblica sulla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’assegnazione delle frequenze del cosiddetto dividendo digitale esterno, risultato del passaggio al digitale terrestre, e delle altre frequenze disponibili per sistemi mobili a banda larga, nonché le regole per assicurare efficienza e condizioni di concorrenza nell’uso dello spettro radiomobile.

Il testo approvato dal Consiglio dell’Agcom, ”propone norme di sistema a beneficio di tutto il settore delle comunicazioni elettroniche mobili”, ”dovrebbe rispondere alle esigenze già emerse in relazione al deficit di capacità sulle attuali reti mobili dovuto all’enorme successo dei nuovi servizi derivanti dalla diffusione di palmari e tablet” e ”pone le condizioni per l’ingresso di eventuali nuovi competitori nel mercato mobile”.

Le frequenze che verranno messe all’asta forse già prima dell’estate ma probabilmente in autunno sono il doppio di quelle del 2000: circa 300 Mhz contro i 145 dell’Umts. Sono previste licenze per lo spettro a 800 Mhz, il più pregiato, insieme con quelli a 1,8 Gigahertz, 2,6 (liberati dal ministero della Difesa), fino ai 2 Gigahertz.

Con l’asta, da cui il governo si attende un incasso di 2,4 miliardi di euro, vengono messi a gara oltre 300 MHz di banda, la maggiore assegnazione singola mai avvenuta in Italia, fra 800, 1800, 2000 e 2600 MHz. Inoltre il provvedimento detta le linee guida per procedere al refarming della banda a 1800 MHz, oggi usata per il GSM, verso le moderne tecnologie a larga banda quali LTE e Wimax, e per prorogare le licenze esistenti a 900 e 2100 MHz ai fini di un generale riassetto del comparto mobile.

Si tratta di una ”dotazione spettrale” che, secondo l’Autorità, dovrebbe risolvere i gravi problemi di traffico dati derivanti dal grande successo di palmari e tablet, che hanno a piu’ riprese indotto il presidente Corrado Calabrò ad avvertire sul ”rischio collasso della rete mobile”.

Gli eventuali nuovi competitori, prosegue la nota, ”sono posti nelle migliori condizioni per selezionare la quantità e le tipologie di frequenze necessarie per le più ampie necessità di business, beneficiando delle sinergie fra le varie bande in gara. A favore del nuovo entrante anche le misure del roaming e della condivisione dei siti”.

Il testo in consultazione, che avrà durata di 30 giorni, propone di introdurre a carico degli aggiudicatari un insieme di obblighi di copertura, differenziati per le bande. Obblighi in direzione della copertura del divario digitale verrebbero imposti agli aggiudicatari delle bande più pregiate a 800 MHz, invece obblighi più orientati alle coperture cittadine agli aggiudicatari delle altre bande, in tal modo bilanciando gli oneri previsti con le caratteristiche delle bande, e realizzando così obiettivi in sintonia con l’Agenda Digitale.

Il provvedimento introduce anche numerose disposizioni che vanno nella direzione dell’uso efficiente e flessibile dello spettro, con la possibilità di leasing dello stesso, offerte wholesale, condivisione delle frequenze, offerte agli aggiudicatari. Sono previsti anche sconti sulle offerte aggiudicatarie per chi realizza reti ”verdi” di nuova generazione a basso impatto ambientale.

Per gli aggiudicatari è anche previsto l’obbligo di avvio del servizio commerciale entro tempi prefissati ed il mantenimento di una offerta commerciale che segua i principi di ”net neutrality”, con benefici per l’utenza.

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Maria Elena Perrero