PARIGI, 29 AGO – Assegnare le bandiere blu ai reparti di cardiologia italiani, cosi' come avviene per mettere in luce il meglio di altri ambiti del nostro Paese. La proposta e' stata presentata a Parigi, nel corso del congresso europeo di cardiologia, dall'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco).
Prendendo spunto dal sistema sanitario inglese, l'associazione ha illustrato il progetto-pilota che coinvolge 10 cardiologie in Italia, distribuite tra Nord e Sud della penisola per standardizzare il trattamento.
L'intenzione e' quella di farlo adottare dalle altre 400 unita' coronariche e di individuarle per metterle in gara al fine di guadagnarsi la 'Bandiera blu' della cardiologia.
''Il nostro obiettivo non e' solo quello di rilasciare un bollino di eccellenza: la certificazione (che individuera' i centri con i migliori percorsi per chi ha avuto un infarto) e' un processo che mette al centro il paziente, affinche' venga rispettato nel suo diritto alle cure migliori'' afferma Mario Scherillo, presidente dell'Anmco. Il progetto italiano e' in linea con una tendenza generale degli altri Paesi.
Dopo quattro anni dall'ultimo aggiornamento, sono state presentate anche le nuove linee guida per l'infarto ''non-stemi'' (evento cardiaco meno grave), con l'inserimento dei nuovi farmaci antitrombotici. L'infarto 'non-stemi' ha forti impatti sui costi sanitari. Ogni anno si ricoverano in Italia 130 mila pazienti, di cui il 60% e' di questo genere.
