Difendersi dall’imbarbarimento aprendo le porte della cultura ai barbari. Alessandro Baricco è un grande scrittore. E il suo pezzo di oggi lo dimostra ancora una volta, con sapiente qualità intellettuale, grande senso delle proporzioni e molta umanità.
I barbari sono innovatori. Cercano sinceramente il loro mondo migliore e se non lo trovano lo costruiscono e lo conquistano.
Gli imbarbariti sono i decadenti, inconsapevoli, superati dalla storia.
Queste distinzioni di Baricco sono suggestive. Belle. Casomai, se si supera la bellezza delle forme letterarie e si approfondisce l’intuizione epistemologica, si può forse discutere sulle direzioni della ricerca di senso suggerite da Baricco. Superficie e profondità. Sopra e sotto. I termini di luogo sono meno significativi, in quest’epoca, per la ricerca (il senso non è in “cielo”, non è “sotto le apparenze”, non sappiamo dire altro che lo possiamo riconoscere nella vita…). Sembriamo piuttosto immersi in un mare nel quale non sappiamo “dove” sia il senso, piuttosto come “costruiamo” il senso (come fanno i barbari, appunto). Il bisogno di un “perché” resta immenso e quotidiano (la nuova civiltà).
Il pezzo iniziale di Baricco su Wired.
I commenti in qualche post precedente:
La reinvenzione della superficialità
Collegamenti
Con tutto il rispetto
L’indagine
