(di Isabella Pucci)
– BRUXELLES, 3 GIU – Alle preoccupazioni sul fronte
sanitario, si aggiungono quelle sul versante economico. Il
batterio killer continua a tenere sotto pressione l'Unione
europea. ''Ci aspettiamo che si arrivi al piu' presto a trovare
la causa'', ha affermato, dopo l'ennesima giornata di lavoro, la
direttrice generale alla sanita' della Commissione europea,
Paola Testori Coggi.
Il commissario Ue alla salute John Dalli anche oggi e'
rimasto in contatto con il ministro tedesco Daniel Bahr, con il
quale ha concordato di intensificare le investigazioni per
trovare la fonte del contagio. I casi sono ormai saliti, secondo
fonti della Commissione europea, a 1733 in Germania, di cui 520
trasformatisi in sindrome uremica emolitica. La Svezia ha
segnalato 46 casi, la Danimarca 17, l'Olanda 8, la Francia 10,
la Gran Bretagna 7, tre anche in Svizzera e uno in Norvegia.
Riunioni telefoniche degli esperti dei diversi paesi Ue si
ripetono ormai quotidianamente per confrontare gli ultimi
sviluppi della situazione e lunedi' prossimo la questione sara'
sul tavolo dei ministri Ue della sanita', che si riuniranno a
Lussemburgo (per l'Italia il ministro Ferruccio Fazio).
Intanto, si fa piu' acuto lo scontro con la Russia, che ha
imposto l'embargo all'importazione delle verdure provenienti
dall'Unione. ''I rappresentanti della Commissione europea ci
dicono che questa decisione e' contraria ai principi
dell'Organizzazione mondiale del commercio, ma ci sono persone
che muoiono per questi prodotti e noi non vogliamo avvelenare la
nostra gente'', ha tuonato il primo ministro Vladimir Putin.
''Aspettiamo che i nostri partner europei trovino la fonte di
questa porcheria'', ha aggiunto.
Poco prima, il rappresentante dell'Ue a Mosca, Fernando
Valenzuela, in una conferenza stampa, aveva evocato l'intenzione
della Russia di entrare nella Wto. ''Uno degli aspetti per
l'ingresso – aveva precisato – e' il rispetto di una serie di
misure e con l'embargo le autorita' russe non hanno rispettato
queste regole''.
Al provvedimento di Mosca, destinato a creare non pochi
problemi economici, si e' aggiunto l'embargo decretato anche dal
Libano, mentre il Canada ha imposto l'obbligo di testare tutti
gli ortaggi provenienti dall'Ue. Una situazione che ha condotto
Bruxelles a ribadire con forza di ''ritenere sproporzionato ogni
embargo totale''.
La paura dell'Escherichia coli, e soprattutto della sua rara
variante 0104, che ha mietuto diciotto vittime tra le persone
passate dalla zona di Amburgo in Germania, e' destinata ad avere
pesanti ripercussioni sul settore dell'ortofrutta, tanto che i
ministri Ue dell'agricoltura ne parleranno in un Consiglio
straordinario che, a meno di cambiamenti dell'ultima ora, si
terra' il prossimo 17 giugno.
A reclamare danni sono prima di tutti i produttori spagnoli,
dopo che i cetrioli prodotti in Andalusia sono finti sul banco
degli imputati e poi scagionati, ma anche altri paesi hanno
reclamato forti perdite. Alle loro richieste dovra' rispondere
il commissario all'agricoltura, Dacian Ciolos. .