ROMA, 30 MAG – Per fugare tutti i dubbi che ancora rimangono sul batterio killer che sta mietendo vittime in questi giorni in Germania, l'Europa guarda all'Italia. Le analisi sui campioni di Escherichia Coli enteroemorragico isolati dai laboratori tedeschi sono infatti affidate al Reparto Zoonosi Trasmesse da Alimenti ed Epidemiologia Veterinaria dell'Istituto Superiore di Sanita', che e' stato designato dalla Commissione Ue quale 'Community Reference Laboratory (CRL) for E.coli, including VTEC'. Il primo nodo da sciogliere, conferma il direttore Alfredo Caprioli, sara' proprio l'origine del contagio, con gli ormai famigerati cetrioli spagnoli ancora sul banco degli imputati ma non ancora 'condannati' in via definitiva. "La Commissione Europea ci ha chiesto di approfondire le analisi perché ci sono stati alcuni risultati dubbi – conferma l'esperto – i primi campioni dovrebbero arrivare dalla Germania domani o dopodomani, e i test dovrebbero richiedere 3-4 giorni". Se sul ceppo del batterio non ci sono dubbi, la fonte della contaminazione rimane non confermata: "Sul fatto che dipenda dai cetrioli non c'é ancora certezza, nonostante alcuni comunicati anche ufficiali li abbiano indicati, noi speriamo di fugare tutti i dubbi – spiega Caprioli – il problema deriva dal fatto che questo ceppo è molto più raro di quelli che siamo abituati ad analizzare. Noi abbiamo realizzato già venerdì scorso un metodo di analisi che abbiamo trasmesso a tutti i laboratori europei per avere dei dati uniformi". Il batterio si e' diffuso in diversi stati europei, ma ancora non sembra essere arrivato in Italia: "Per il momento posso affermare che in Italia non è stato trovato nessun caso – aggiunge Caprioli – ma che comunque le società scientifiche di nefrologia sono state allertate e gli ospedali sono pronti a ricevere eventuali pazienti". ''C'e' da notare però che i casi trovati finora nei vari paesi Ue sono tutti in persone che provenivano dalla Germania, e quindi sono state contagiate lì" spiega anche. L'ipotesi di bandire alcune verdure e' prematura, secondo il direttore generale per la sanità alla Commissione europea, Paola Testori Coggi, che ha affermato che sotto il profilo del mercato interno, "non si devono prendere misure unilaterali in quanto rischierebbero di essere inutili, fino a quando, per l'appunto, non si conosceranno le cause esatte e l'origine".