ROMA – I progressi nella ricerca sul cancro sono stati numerosi negli ultimi 11 anni, data di pubblicazione dell’articolo “Le caratteristiche del cancro ” di Douglas Hanahan e Robert A. Weingberg, ed ora tre nuove teorie sulla sua formazione sono state riassunte in un nuovo articolo che potrebbe essere definito “riassuntivo”, come quello dei due scienziati. Il cancro ora sembra una malattia molto più prevedibile rispetto a 10 anni fa grazie allo studio del genoma umano ed alle implicazioni degli organismi microbici nel suo sviluppo.
Un ruolo importante nella formazione dei tumori sarebbe svolto dal “Dna spazzatura”, ovvero tracce di codice genico che non codificano informazioni necessarie alla produzioni di enzimi o proteine particolari. Il dna non codificante costituisce circa il 98 per cento dell’intero genoma umane, e se fino a poco tempo fa era ritenuto informazione non utilizzata, quindi spazzatura, oggi i ricercatori sostengono il suo ruolo chiave nella formazione dei tumori legato ai pseudogeni. Altro fattore che potrebbe scatenare il cancro sono i sistemi microbici, che si sono evoluti in simbiosi con l’organismo umano e partecipano ora al processo di codificazione del dna e alla trasmissione dell’informazione genica, tanto che il 99 per cento delle funzioni geniche nel corpo è microbica.
In realtà secondo uno studio del dottor Pier Paolo Pandolfi, docente di medicina e patologia presso la Harvard Medical School, l’Rna che nella trascrizione genica veste il ruolo di “messaggero” codificherebbe non solo il messaggio dei geni, ma anche quello dei pseudogeni, indicati ora come responsabili della produzione di cellule tumorali. Le ricerche cambiano quindi il loro modo di approcciare al problema: i tumori potrebbero essere mappati come accade per i transistor ed i microchip dei computer e la loro evoluzione studiata secondo schemi precisi.
Gli schemi non sarebbero comunque facili da tracciare od individuare, perché i tumori non sono delle masse omogenee costituite da cellule malate, ma masse in grado di contenere cellule sane difficili dunque da isolare. Anche l’intervento dei sistemi microbici rende più difficile il tracciamento della mappatura, poiché i segnali metabolici che vengono inviati agiscono sui processi biologici. La complicazione inserita dall’azione microbica poi differisce di paese in paese, perché anche l’attività microbica ha i suoi ecosistemi “preferiti”. Un fattore, quello geografico, da non sottovalutare nello studio dei tumori, che va anzi analizzato anche in correlazione alle altre cause di insorgenza di tumori, quali la dieta, lo stile di vita e gli agento ambientali.