ROMA – Si chiama Cash Mob, sul modello dei Flash Mob (eventi improvvisati, organizzati grazie ai new-media, spesso per sensibilizzare su tematiche anche importanti), ed impazza negli Stati Uniti: si tratta di impegni concreti delle varie comunità locali a favore dei piccoli negozi di quartiere.
In altre parole, i consumatori si organizzano per cercare di salvare le piccole botteghe, spesso a conduzione familiare, altrimenti condannate dai grandi magazzini e dalle super offerte come quelle di Groupon.
Il fenomeno è nato lo scorso agosto a Buffalo: per evitare la chiusura dell’enoteca storica della città, la City Wine Merchant, l’ingegnere e blogger Chris Smith chiamò a raccolta i suoi amici e conoscenti via web chiedendo a ciascuno di loro di andare nell’enoteca e comprare una bottiglia. In tutto un centinaio di persone acquistarono altrettante bottiglie, e l’enoteca fu salva.
Sulla stessa linea lo scorso febbraio in Tennessee si sono iurniti in ben 800 per salvare la libreria di Emery a Knoxville. Ciascuno di loro ha comprato libri o altri gadget e così la libreria a conduzione familiare, aperta nel 1927, è potuta sopravvivere.
Tutti questi eventi, a cadenza quasi settimanale, hanno permesso di salvare moltissimi negozi. E dagli Stati Uniti i Cash Mob hanno iniziato ad essere organizzati anche all’estero, soprattutto per salvare le piccole imprese.
