C’era una volta l’amico Bossi



C’era una volta l’amico Bossi

Alla vigilia del voto di sfiducia per il ministro Bondi, la Lega assieme al Pdl mette in discussione il presidente della Camera. Ma intanto parla proprio con Fini e il Terzo Polo della successione di Berlusconi. Per il federalismo il Senatur è pronto a tutto. E il premier è sempre più preoccupato

“Il capo è disposto a qualunque cosa per portare a casa il federalismo”. Così i dirigenti leghisti in via Bellerio sintetizzano il contenuto del vertice che si è tenuto ieri nel quartier generale del partito. Durante la riunione si è parlato della proposta del Terzo polo: posticipare di sei mesi la scadenza della legge delega sul federalismo così da avere il tempo per far insediare un esecutivo tecnico e poi approvare la “rivoluzione fiscale”. Ma Bossi non si fida di Pier Ferdinando Casini. Così il Senatur ha parlato direttamente con Gianfranco Fini e ha mandato un segnale a Berlusconi evitando di andare ad Arcore per il tradizionale incontro del lunedì sera. La controfferta di Bossi al Terzo Polo è semplice: votiamo subito il federalismo e un minuto dopo sostituiamo Berlusconi con Tremonti. Il Pdl, però, ha fiutato il pericolo. E ha disturbato la manovra riuscendo a non far slittare il voto della mozione di sfiducia a Sandro Bondi, in aula domani dalle 16 (leggi l’articolo). Il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, finito allo scoperto, non ha potuto far altro che dimostrare fedeltà al premier chiedendo, insieme a Fabrizio Cicchitto, di porre la discussione sul ruolo di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera. La partita è ancora tutta da giocare. Un fatto, però, è certo: il premier adesso dubita anche di Bossi

da IL Fatto Quotidiano

Vuoi vedere che forse hanno capito che deve essere curato ?

Saluti Fischia


Leggi l’articolo originale su: Fischia – Il Cannocchiale

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