Cina, censura sul web: chiusi 1,3 milioni di siti nel 2010

PECHINO, 13 LUG – La censura in Cina sta decimando i siti Internet: sono 1.3 milioni quelli costretti a chiudere nel corso del 2010, con un calo complessivo del 41%. Al contempo pero', si registra una crescita del numero complessivo delle pagine Web, aumentate del 79%, con 60 miliardi di nuovi link. I dati sono contenuti in uno studio dell'Accademia cinese delle scienze sociali (Cass) che attribuisce il fenomeno alla stretta effettuata da Pechino sulle misure di controllo e di censura.

La Cina ha il numero più alto del mondo di internauti, 457 milioni secondo le rilevazioni più recenti. La censura ha lanciato una vasta offensiva nel 2009, creando la cosiddetta "muraglia di fuoco" che impedisce l' accesso ad un vasto numero di siti considerati "scomodi": si tratta di alcuni siti porno ma anche di quelli delle organizzazioni umanitarie internazionali, degli esuli cinesi critici del governo e dei siti di comunicazione sociale come Facebook, Twitter e Youtube. Secondo la Cass, nonostante che "i nostri regolamenti siano stati rinforzati", in Cina esiste "un alto livello di libertà di espressione sulla rete". L' esperto di media dell' Accademia Liu Ruisheng, presentando il rapporto, ha sottolineato che i siti che consentono di aprire dei "microblog", il sostituto locale di Twitter, è passato da 17 nel gennaio 2010 a 88 nel dicembre dello stesso anno. Il totale dei "microblog" era di 63 milioni alla fine dell' anno scorso.

Published by
admin