Erbe e farmaci. Un binomio, in alcuni casi, positivo per il mantenimento di condizioni fisiche ma spesso, deleterio per la salute quando e’ frutto dell’automedicazione e puo’ portare anche alla morte. Dal 2002 ad oggi, in Italia sono stati riferiti 450 casi di reazioni avverse in interazioni tra farmaci e erbe o integratori reperibili in commercio senza la ricetta medica ma questo numero e’ solo la punta dell’iceberg, poiche’ ”rappresenta il 10% delle reazioni avverse importanti”, secondo Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di Medicina Naturale dell’ospedale S.Giuseppe di Empoli. ”L’interazione tra erbe e farmaci e’ una questione studiata solo da dieci anni – ha affermato all’ANSA Firenzuoli – dopo che, nel 2000, furono pubblicati i casi di due pazienti trapiantati deceduti in seguito all’assunzione, autonoma, di iperico, una pianta officinale con proprieta’ antidepressive.
Questa erba aveva ridotto l’efficacia del farmaco antirigetto che i pazienti assumevano nello stesso periodo”. Le reazioni avverse possono variare dall’aumento della tossicita’ dei farmaci che si assumono, al rischio di emorragie e nella maggior parte dei casi, si registrano con l’assunzione di farmaci per malattie cardiovascolari, patologie sempre piu’ diffuse per l’invecchiamento della popolazione e i cattivi stili di vita. Ed e’ un aumento che cammina di pari passo con il crescente ricorso all’automedicazione, attraverso l’uso di integratori ed erbe, reperibili nelle farmacie, nelle erboristerie, nei supermercati e anche su Internet.
In base agli ultimi dati di Federsalus, la Federazione Nazionale Produttori Prodotti Salutistici, il 32% degli italiani fa uso di integratori alimentari. Da tempo, l’Agenzia italiana del Farmaco e l’Istituto superiore di Sanita’ hanno realizzato pubblicazioni destinate agli operatori sanitari, ai medici di medicina generale e alle farmacie, per mettere in guardia sulle interazioni. Con questo obiettivo, l’11 ottobre si terra’ presso l’AUSL 11 di Empoli, un incontro tra medici e cittadini per conoscere le proprieta’ benefiche delle erbe e le controindicazioni del loro uso combinato con i farmaci. Ecco alcuni esempi di alimenti o prodotti naturali che interferiscono negativamente con in farmaci:
LIQUIRIZIA: l’estratto di liquirizia e’ contenuto in molti prodotti dimagranti, in particolare i lassativi. Ha due effetti negativi, crea dipendenza intestinale ed espone ad interazioni negative se assunto insieme a diuretici, cortisonici e digitalici (cardiotonici) poiche’ aumenta la pressione arteriosa e abbassa il potassio nel sangue.
TE’ VERDE: nonostante sia dimostrata la sua azione positiva sul cuore e le coronarie grazie ai polifenoli che vi sono contenuti, e’ altrettanto noto l’effetto negativo della vitamina K contenuta nelle foglie di te’ verde sulle persone che assumono anticoagulanti, poiche’ riduce l’azione dei farmaci.
SUCCO DI POMPELMO: questo alimento, se assunto insieme alle statine, farmaci utili ad abbassare il livello di colesterolo, amplifica l’azione delle medicine e, allo stesso tempo la loro tossicita’.
GINKO BILOBA: viene usato per per migliorare le funzioni cognitive ma se preso insieme alla comune aspirina o a farmaci anticoagulanti, espone al rischio di emorragie. S
UCCO DI MIRTILLO AMERICANO: e’ dimostrata la sua efficacia in caso di infezioni recidivanti delle vie urinarie ma allo stesso tempo ha un’azione negativa, con rischio di emorragie, in pazienti che assumono anticoagulanti.