ROMA, 03 NOV – Ogni ora, in Italia, 14 persone hanno un infarto, 26 vengono ricoverate per un problema di aterosclerosi e per malattie ischemiche del cuore. Molti di questi ricoveri potrebbero essere evitati se i livelli di colesterolo fossero tenuti sotto controllo ma 20 persone su 100 non lo hanno mai controllato. E' quanto emerge da un incontro sul trattamento dell'ipercolesterolemia.
Secondo i dati diffusi, in Sardegna si registra il piu' alto numero di cittadini che non prestano attenzione al controllo del colesterolo (30 su 100), mentre la Regione piu' virtuosa e' l'Emilia Romagna (12,5 su 100). Inoltre, il Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanita' ha calcolato che il 21% degli uomini e il 23% delle donne sono in ipercolesterolemia con valori sopra 240. Le linee guida europee e la carta del rischio cardiovascolare italiana concordano nel sostenere che il beneficio per tenere lontani infarti e ictus, sia per i pazienti ad alto rischio di eventi cardiovascolari (diabetici, obesi, con problemi della funzionalita' renale), che per tutti gli altri, viene dalla riduzione del colesterolo.
''E' dimostrato che per una riduzione di 40mg di colesterolo – afferma Alberico Catapano, professore di farmacologia all'universita' di Milano e presidente della Societa' Europea Aterosclerosi – si riduce del 25% il numero degli eventi ischemici e con una riduzione di 80 mg, si dimezzano''.
Per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare, per i quali il colesterolo non scende solo con le statine, e' disponibile ''un'opzione terapeutica in piu' – aggiunge Claudio Borghi, ordinario di Medicina Interna all'universita' di Bologna: l'associazione di un farmaco, l'ezetimibe, ora in classe A, piu' una statina, con cui si diminuisce il colesterolo LDL (cosiddetto 'cattivo') del 25%''.
Uno studio pubblicato sull'American Heart Journal, chiamato Sharp, condotto su 9 mila pazienti nefropatici ha mostrato come la terapia con ezetimibe e simvastatina ha ridotto del 16,5% gli eventi aterosclerotici maggiori.