Intervista esclusiva Dodicesimouomo.net Firenze 31/03/2011
Lorenzo Contucci, Avvocato, ex Ultras, e ora conosciuto come avvocato degli Ultras… a che punto è la battaglia contro la tessera del tifoso?
Contrariamente a quello che dice il ministro Maroni, la battaglia sta andando bene. C’è un calo degli spettatori negli stadi che è evidente ed è una diretta conseguenza delle tessera. È stato vinto il ricorso al garante della privacy che ha dato ragione ancora una volta alle tifoserie organizzate e non solo agli ultras ed inoltre siamo in attesa del responso del TAR sul ricorso presentato contro l’articolo 9 (quello che vieta la vendita di biglietti anche a chi è in attesa di giudizio definitivo o semplicemente se colpito a sanzione amministrativa). Peraltro se Maroni fosse più lungimirante potrebbe modificare quell’articolo che fra l’altro è stato fatto dal suo predecessore.
Ma in questa lotta contro il sistema calcio, esiste ancora una coscienza dei tifosi e se c’è ma è sopita, come la si risveglia oggi?
Io personalmente credo che i momenti di confronto fra noi come quello di stasera (l’intervista è stata raccolta la sera del dibattito organizzato dal nostro sito “di che calcio moriremo?” N.d.r.), di informazione e di sensibilizzazione servano moltissimo. Ho partecipato ad almeno 30 conferenze in tutta Italia su questo tema, e come me altri colleghi. Ci serve continuare a spiegare a chi va allo stadio che diritti ha, quali sono le informazioni che deve avere e come procurarsele senza credere solo ai tre giornali sportivi che in Italia vanno per la maggiore. Siti, blog, tutti gli strumenti di informazione che possiamo avere ci servono per capire e reagire. Certo è un momento di sofferenza, ma le battaglie si vincono con il sacrificio e se per un po’ dobbiamo rinunciare ad esprimersi, ad andare in trasferta, a stare con i nostri amici, per ottenere qualcosa, è giusto in questo momento farlo, perché ne va del nostro futuro.
TdT, Daspo, legislazione speciale, provvedimenti restrittivi… ma per chi vuole occuparsi ancora di calcio con passione da tifoso o magari da ultras, che strada c’è davanti? Ha senso dirsi ancora tifosi oggi?
La strada è dura ma il mondo ultras è abituato ad andare in salita. È arduo ilcompito, ma prima o poi succederà quello che sta succedendo in tutta Europa, cioè che nel momento in cui quelli che decidono si renderanno conto che il tifoso più “moderato” allo stadio non ci va più perché c’è la televisione e quello invece più esuberante – nei limiti della civiltà – allo stadio non ci va più perché non si può più esprimere attraverso le coreografie, i cori, i canti e l’aggregazione, forse torneranno indietro e si arriverà a quello che sta succedendo in America dove il settore di stadio nel quale si può fare il tifo viene venduto ad un prezzo superiore perché è un posto ambito ed è bello starci. Si può tornare indietro. Qualcuno l’ha già capito come in Germania dove il tifo viene incentivato – chiaramente mettendolo in sicurezza – e non represso come qui in Italia. Rimettere il tifoso al centro del calcio è la nostra aspirazione ed ambizione, per questo ha senso continuare a lottare e a impegnarsi, da tifosi con e per i tifosi.
FOOTBALL WITHOUT ULTRAS IS NOTHING !
