NEW YORK – La comunita' internazionale e' unanime e dalle Nazioni Unite arriva una durissima reazione all'ennesima prova di forza di Pyongyang. ''Il Consiglio di Sicurezza condanna fermamente il lancio del razzo in Nord Corea sottolineando che si tratta di una grave violazione delle risoluzioni 1718 e 1874'', recita la dichiarazione approvata all'unanimita' dai Quindici, segnando un nuovo giro di vite con l'ampliamento delle sanzioni esistenti nei confronti del Paese asiatico, anche se per ora non ne prevede di nuove.
Il testo deplora il fatto che il lancio abbia creato una forte situazione di insicurezza nella regione ed esige che la Nord Corea sospenda immediatamente e si astenga dall' intraprendere in futuro qualsiasi azione che utilizzi la tecnica dei missili balistici, quelli a lungo raggio. Se verra' effettuato un altro lancio o test nucleare – avvertono i Quindici – il Consiglio di sicurezza agira' di conseguenza, determinato anche a varare ''nuove misure''.
''Sono soddisfatta che il Consiglio sia unanime nella condanna di questa azione'', ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu Susan Rice, presidente di turno dei Quindici, sottolineando che la dichiarazione odierna e' molto piu' forte ed esplicita di quella del 2009.
''Nel 2006 il lancio e' stato seguito da test nucleari, lo stesso nel 2009. In caso cio' dovesse accadere di nuovo siamo pronti ad ulteriori azioni'', ha tuonato la Rice, annunciando che presto gli Usa proporranno al comitato istituito dopo la risoluzione 1718 nuovi nomi di imprese e persone per rendere più corposo il pacchetto di disposizioni contro Pyongyang.
Nel documento infatti l'organo Onu da' il via libera ad un ampliamento delle sanzioni previste dalle Nazioni Unite: il comitato – si legge – dovra' aggiornare entro 15 giorni le informazioni della lista di persone fisiche ed entita' soggette al congelamento dei beni per i legami con le attivita' proibite del Paese, e aggiornare altresi' il proprio piano di lavoro annuale. E se cio' non avverra' entro il termine stabilito, sara' lo stesso organo Onu ad effettuare l'aggiornamento nei cinque giorni successivi.
Il testo approvato dai Quindici e' una dichiarazione presidenziale, quindi approvato all'unanimita', con un forte valore politico, ma senza essere vincolante. Secondo fonti diplomatiche la decisione e' arrivata dopo giorni di complessi negoziati, soprattutto su come agire. La Cina infatti chiedeva un testo piu' morbido di quello proposto dagli Usa.
