Villasimius (Cagliari), 5 ott. – La crisi si fa sentire sulle tasche degli italiani e anche sulla loro salute: sono sempre piu’ quelli che, pur accusando malesseri di varia natura, rinunciano a rivolgersi al proprio medico di famiglia per paura di sentirsi prescrivere costosi esami o ancor piu’ costosi farmaci. E’ l’allarme lanciato da Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, il principale sindacato dei medici di medicina generale, nel corso del 66mo congresso Fimmg a Villasimius. “Indubbiamente – spiega Milillo – la gente sta vivendo difficolta’ economiche che percepiamo anche noi che li visitiamo.
In molti sviluppano stress e depressione da crisi, ma il fenomeno a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno e’ ancora piu’ preoccupante: si tende a non farsi visitare perche’ si teme di dover incorrere poi in spese extra che intaccherebbero il gia’ magro bilancio mensile. Lo vediamo dai dati della spesa privata, che e’ in forte calo, ma anche dei contributi Enpam, anch’essi in calo, il che significa che i medici di famiglia lavorano meno. E chi si rivolge a noi si dichiara spesso poco propenso a comprare farmaci, anche se servirebbero per tutelare la loro salute, o a sottoporsi a esami complessi. C’e’ fatalismo e rassegnazione, e anche la salute ne risente”. E se il cittadino va dal medico con questo stato d’animo, anche i camici bianchi non sono da meno: “Nella categoria il disagio e’ forte”, ammette Milillo. “Il blocco dei contratti, insieme all’aumento dell’Iva, ci ha messo in una morsa, noi medici siamo a livelli di crisi mai toccati”. E questo significa “scarse motivazioni, poca energia, poco entusiasmo nel fare un lavoro che invece e’ fondamentale. Inoltre, fatalmente, ci assumiamo sempre meno responsabilita’. L’altro giorno una collega del pronto soccorso mi ha detto di aver praticamente costretto un paziente a firmare le dimissioni volontarie, anche se quel paziente non aveva assolutamente niente, proprio per non correre il rischio di subire una causa penale, che in questo periodo di magra puo’ essere devastante anche sul piano economico”.
E’ lo spettro della ‘medicina difensiva’, che ormai non riguarda piu’ solo i chirurghi: “Anche i medici di famiglia si ‘difendono’ e spesso evitano di prendere le decisioni piu’ rischiose”. E questo, attacca Milillo, in un quadro generale di immobilismo: “In questo paese ormai non si decide piu’ nulla, siamo alla paralisi. Servirebbe un cambiamento politico radicale, e non parlo di destra o sinistra ma di classi dirigenti, perche’ il paese e’ paralizzato e anche nel settore della sanita’, nel quale oltretutto ogni decisione va sottoposta al Tesoro, non si muove niente”
