L’industria culturale รจ un settore portante dell’economia, dice Pier Luigi Sacco al Forum sulla cultura di Ancona. E la cultura genera valore direttamente e indirettamente. Nella programmazione europea in preparazione Bruxelles prevede di tener conto: 1. che nei territori in cui i cittadini hanno piรน accesso alla cultura l’economia รจ piรน innovativa; 2. Che dove c’รจ migliore accesso alla cultura tutti gli indicatori di qualitร della vita e della sanitร o del welfare sono migliori; 3. In quei territori le persone sono piรน capaci di gestire le attivitร orientate alla sostenibilitร ; 4. In quei territori รจ migliore l’inclusivitร della societร con minori tensioni sociali.
Un paese che non sappia comprendere il valore della cultura e degli investimenti in educazione, ricerca, cultura perde la sua competitivitร , attrattivitร , sviluppo. Non pensa alla sua prospettiva di lungo termine. Dunque non cresce, ma rischia di autodistruggersi. Sacco: “In Italia sulla cultura abbiamo spento il cervello”.
Tra poco parla Jack Lang… Un modello un po’ antico di politico della cultura. Ma il suo valore รจ di simbolo: il simbolo della possibilitร che un politico sappia guardare al lungo termine. Poco fa ha parlato, molto bene bisogna dire, l’assessore regionale Pietro Marcolini.
