La depressione? Si cura con i funghi… allucinogeni

ROMA – I funghi allucinogeni curano la depressione: lo sostiene una ricerca inglese condotto sulla psilocibina, il principio attivo contenuto nei funghetti, responsabile dell’alterazione della connettività del cervello.

Secondo lo studio, la psilocibina non aumenterebbe l’attività cerebrale, ma la ridurrebbe, soprattutto nelle aree in cui si concentrano i neuroni sensoriali, cioè i neuroni che, in condizioni normali, ci permettono di restare ancorati alla realtà. La psilocibina taglia l’attività di questi nodi e interrompe la loro capacità di legarsi alle altre parti del cervello. Con il risultato che proviamo una certa sensazione di apparente libertà.

I ricercatori hanno studiato gli effetti della psilocibina su alcuni volontari, seguendoli di pari passo con altrettanti volontari a cui avevano invece somministrato un placebo. La psilocibina iniettata per via intervenosa altera la coscienza dopo un minuto, e non dopo un’ora, come quando viene assunta per via orale. Le differenze sono anche nella durata dell’effetto: non più cinque ore ma due ore e mezza.

I ricercatori britannici hanno anche scoperto che, al contrario di quanto si credeva in precedenza, è il crollo dell’attività cerebrale, e quindi la riduzione dell0attività di filtro del cervello, a provocare gli effetti allucinogeni della psilocibina.

Le due regioni cerebrali colpite dagli effetti della psilocibina sono la corteccia prefrontale e la corteccia cingolata posteriore. La prima, se viene stimolata con sostanze esterne, causa pensieri ossessivi. Per questo tutti gli antidepressivi in commercio attaccano quest’area. E, è la considerazione dei ricercatori britannici, visto che la psilocibina ha gli stessi effetti, potrebbe essere usata per curare la depressione.

 

 

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Maria Elena Perrero