NEW YORK – Il Dipartimento di Giustizia americano ha avviato un’azione legale nei confronti di Apple e delle case editrici Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster con l’accusa di aver formato un cartello per alzare il prezzo degli ebook. Apple, Macmillan e forse Penguin sembrano intenzionate ad andare in tribunale e sostenere la tesi che gli accordi in questione hanno contribuito ad accrescere la competizione nel settore a scapito dell’ex quasi-monopolista Amazon e della sua aggressiva politica di pricing a 9,99 dollari volta a spingere le vendite del suo lettore Kindle. Simon & Schuster, Hachette e HarperCollins starebbero invece cercando di evitare una battaglia legale che si annuncia lunga e costosa e potrebbero già oggi raggiungere un accordo extragiudiziale con il governo.
Secondo quanto trapela Apple, Penguin e Macmillan tenteranno di difendere il cosiddetto “Agency Model”, un modello di pricing nel quale a decidere il costo finale di un libro sono gli editori e non i distributori. Il presunto cartello sarebbe stato creato in concomitanza con il lancio da parte di Apple dell’iPad, consentendo alla società californiana di incassare una commissione fissa del 30% sul prezzo di vendita dei libri. Il modello spinto invece da Amazon è il cosiddetto wholesale model, basato sull’acquisto all’ingrosso di titoli da parte del distributore e sulla vendita fortemente scontata, da 20 dollari a meno di 10 nel caso di alcuni best seller, al consumatore finale.
