Il controllo del giornale spagnolo El Pais e di Prisa, il grande gruppo editoriale multinazionale di lingua spagnola che gli si è sviluppato attorno è passato al fondo Usa Liberty. Saranno gli investitori internazionali americani Nicolas Berggruen e Martin Franklin i nuovi padroni del colosso mediatico madrileno. La famiglia del fondatore, Jesus Polanco, morto di recente, dice che resterà al timone, ma non si è mai visto un benefattore al mondo che non chieda qualcosa in cambio: potrebbe anche essere la salvezza dell’anima, ma con un giornale di mezzo, l’anima potrebbe anche identificarsi con la linea politica.
Prisa, che edita El Pais, per una serie di errori frutto anche di arroganza e di malinteso spirito da hidalgos è schiacciata da debiti il cui ammontare tocca 4,8 miliardi di euro. Liberty apporterà 600 milioni di euro e acquisirà il 57,1% del capitale per conto di investitori internazionali.
La famiglia Polanco, oggi azionista di maggioranza di Prisa con il 70%, scenderà ad una quota di poco più del 30% ma resta al timone. Come questo si realizzi, sulla base di quali diritti azionari e di quali patti, non sembra dato conoscere, almeno per il momento.
Attraverso una complessa operazione sul capitale, più del 50% del gruppo sarà controllato dal Fondo americano Liberty, fondato nel 2007 da due miliardari americani, Nicolas Berggruen e Martin E. Franklin, e quotato a New York. Berggruen, che vive in hotel dopo aver rinunciato a molte sue proprietà tranne che alla sua collezione d’arte e il suo jet privato, ha progettato Liberty nel dicembre del 2007 con Franklin. I due investitori hanno usato questa compagnia per investire in GLG, l’hedge fund inglese, e in Pearl Group, il gruppo assicurativo.
“Saremo investitori passivi”, ha assicurato lo stesso Berggruen in in un’intervista, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. “Prisa continuerà ad essere un’azienda familiare e noi vogliamo solo aiutarla nel processo di ristrutturazione del debito”, ha aggiunto il presidente del Fondo Liberty, Franklin. L’ingresso del Fondo Liberty con l’apporto di circa 660 milioni di euro di liquidità permette di concludere la ristrutturazione finanziaria del gruppo editoriale spagnolo gravato da 4,8 miliardi di debiti.
L’operazione tra il Fondo Liberty e Prisa, da 600 milioni di euro, prevede un aumento di capitale, che porterà gli americani al 57,1% del gruppo, mentre gli storici azionisti della casa editrice, la famiglia Polanco erede del fondatore, vedranno la propria quota scendere dal 70 al 30%. Parallelamente, per non discriminare gli azionisti di minoranza, la società lancerà un secondo aumento di capitale da 150 milioni di euro: gli investitori già presenti nell’azionariato di Prisa potranno sottoscrivere azioni ordinarie al prezzo di 3,08 euro, con uno sconto del 12% rispetto ai 3,518 euro pagati da Liberty.
Prisa è sotto pressione da quando era stata costretta, per un suo errore di valutazione, a comprare la Sogecable, la sua holding tv, poco prima che la crisi finanziaria iniziasse, aumentando il costo del debito. “L’accordo con Liberty permetterà a Prisa di consolidare la sua situazione finanziaria”, ha detto l’amministratore delegato Juan Luis Cebrià n.
I due gestori di Liberty, Berggruen e Fraklin, hanno espresso alla stampa spagnola fiducia nella capacità di Prisa di ristrutturare il debito e di crescere in futuro. Il gruppo, che detiene un nutrito portafoglio di partecipazioni multimediali che vanno dal settore radiofonico all’editoria scolastica, è molto forte in America Latina, che oggi sembra un mercato a forte potenziale di crescita .
Berggruen conosce bene il settore media iberico. Il finanziere americano è una vecchia frequentazione dell’ad del gruppo editoriale Juan Luis Cebrià n e degli altri dirigenti di Prisa: nel 2006, prima di fondare Liberty, era stato proprio lui a curare la vendita agli spagnoli del 33% del gruppo mediatico portoghese Media Capital.
