ROMA, 17 DIC – ''Occorre arrivare al piu' presto a una riforma dell'editoria che sappia ritrovare lo spirito iniziale della legge che difendeva il pluralismo senza le zone opache si sono create in seguito''. Ad invocare la riforma e' il sottosegretario con delega all'editoria Carlo Malinconico, intervistato dal Manifesto.
''Non escludo – aggiunge – che dopo una riforma sostanziale del sistema si possa anche ripristinare il diritto soggettivo''.
L'inserimento dell'editoria nel fondo Letta, per Malinconico ''rappresenta un'opportunita', perche' crea le premesse per un intervento successivo''.
La riforma del settore auspicata dal sottosegretario deve essere preceduta da una ''fase di transizione'', ''per far si' che alla fine continui ad esistere il fondo per l'editoria''.
''I criteri di distribuzione dei finanziamenti – aggiunge – vanno rivisti adeguandoli allo spirito iniziale della distribuzione diretta''. Anche se parlare di questi criteri oggi ''e' prematuro'', Malinconico delinea almeno due direttrici da seguire e si impegna ad evitare ''la catastrofe'' della chiusura dei giornali.
''Bisogna indubbiamente uscire da parametri che che facciano semplicemente riferimento a costi o a tiratura e concentrarsi di piu' – sottolinea l'ex presidente della Fieg – sul dato occupazionale, vale a dire il numero dei giornalisti che una testata impiega''.
Un altro criterio deve riguardare ''la penetrazione, cioe' la reale capacita' che un giornale ha di raggiungere i lettori''.
