ROMA – Sì alla pillola dei 5 giorni dopo, ma ci vuole l’esame del sangue. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera alla pillola, ma con degli accorgimenti. Ad esempio l’obbligatorietà del test di gravidanza necessario per la prescrizione. Il nuovo farmaco, infatti, rientra in fascia C, cioè a carico del cittadino, ma necessita di prescrizione medica. Inoltre, i medici e le strutture sanitarie potranno prescriverlo solo dopo essersi accertati che la donna non è in gravidanza previo test del sangue.
L’iter burocratico di ellaOne, questo il nome del farmaco, è cominciato lo scorso giugno con l’approvazione del farmaco da parte del Consiglio superiore di sanità (Css).Contraccettivo d’emergenza e non abortivo: questo è stato il verdetto del Css che ha allineato l’Italia a quasi tutti i paesi europei nei quali la pillola è già in commercio.
L’ulipristal, principio attivo di EllaOne, appartiene alla categoria degli anti-progestinici: molecole che contrastano l’azione del progesterone (ormone indispensabile alla creazione delle condizioni adatte per la fecondazione e l’impianto della cellula uovo). Se assunta entro 5 giorni dal rapporto, la pillola ritarda l’ ovulazione in modo da prevenire la fecondazione della cellula uovo. Se invece l’ovulazione è già avvenuta, può prevenire anche l’annidamento sulla mucosa uterina dell’ovulo già fecondato. La percentuale di successo è del 98%.
Per questo viene vista come meno meno invasiva della RU-486, che è invece essere considerata a tutti gli effetti pillola abortiva. Il suo principio attivo, mifepristone, agisce a gravidanza già iniziata, inibisce lo sviluppo embrionale e ne causa il distacco dalla mucosa uterina.
Ecco perché la prescrizione di ellaOne solo dopo un test di gravidanza che accerti che la donna non sia incinta, risulta contraddittoria e a tratti inibitoria.
