ROMA, 2 FEB – In Italia ci sono "tra i 150 mila e i 300 mila immigrati regolari affetti da epatite C" ma su questo segmento di popolazione, pari a 5-7 milioni di persone "c'è una forte carenza di studi epidemiologici".
E' il richiamo che arriva dal workshop di economia e farmaci in epatologia che si é tenuto all'universita' Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Gemelli di Roma.
"Gli unici studi di cui siamo a conoscenza sulla prevalenza dell'epatite C tra gli stranieri presenti regolarmente in Italia – afferma Raffaele Bruno, del dipartimento di malattie infettive dell'università di Pavia – sono studi realizzati in ambito locale, quindi occorre investire su questo aspetto per arrivare a realizzare indagini epidemiologiche complete sul fenomeno".