Epatite: i farmaci salverebbero 100 mila persone ma costano troppo

ROMA, 2 FEB – Entro l'autunno arrivera' in Italia una nuova classe di farmaci che hanno mostrato di avere un'efficacia fino al 70% nella cura dei malati di epatite C. In Italia, 1,8 milioni di persone convivono con questa patologia e, a lungo termine, rischiano di sviluppare cirrosi epatica o tumore del fegato. Questi farmaci, (per i circa 100 mila malati che non rispondono alle terapie tradizionali) potrebbero rappresentare la soluzione ma su di loro incombe il pericolo che non siano rimborsati completamente a causa del loro alto costo (28 mila euro per ciclo) e potrebbero non essere disponibili negli ospedali. E' il quadro emerso da un workshop promosso da Antonio Gasbarrini, ordinario di gastroenterologia, e da Americo Cicchetti, ordinario di organizzazione aziendale, presso l'universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

''I nuovi farmaci possono ampliare l'efficacia fino al 70% – afferma all'ANSA Cicchetti – . Abbiamo stimato un impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale di 300 milioni di euro l'anno ma e' fuori di dubbio che valga la pena di trovare questi fondi'', perche' questi farmaci assicurano un prolungamento della sopravvivenza di quattro anni.

''La loro vera forza e' di eradicare il virus da HCV e bloccare la storia naturale della malattia – sottolinea Gasbarrini – riducendo il numero di cirrosi ed epatocarcinomi e di tutti i costi indiretti determinati da queste malattie''. ''Risparmieremo in trapianti, ricoveri e procedure invasive'', precisa Raffaele Bruno, del dipartimento di malattie infettive dell'universita' di Pavia. Da un modello farmacoeconomico (basato su 14 mila pazienti) si stima un aumento dei costi compreso tra i 236 e i 434 milioni di euro in piu', rispetto ai 156 milioni di euro attuali.

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Lorenzo Briotti