Farmaci omeopatici come i tradizionali: rivoluzione da una direttiva Ue

ROMA – I farmaci omeopatici sono come quelli tradizionali: la rivoluzione arriva direttamente da Bruxelles. Una direttiva dell’Unione Europea prevede infatti che la messa in vendita dei farmaci omeopatici segua le stesse procedure di autorizzazione degli altri medicinali.

L’Ue ha anche aumentato il numero di autorizzazioni alla vendita. E i principi attivi già in commercio verranno controllati dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, e registrati in via definitiva, e non più transitoria.

Secondo Elio Rossi, responsabile del Centro di riferimento di omeopatia della Toscana sentito da Repubblica, “Ci sono almeno tre grandi categorie di prodotti nuovi che potrebbero affacciarsi sul mercato. Intanto i nosodi, simili ai vaccini ed efficaci contro l’influenza. Poi forme omeopatiche di farmaci della tradizione cinese, ayurvedica o europea che possono servire contro virus anche importanti. Infine prodotti complessi, nati dalla sinergia di più principi attivi che potrebbero servire per problemi come le dipendenze o aiutare i pazienti cronici”.

Omeoimprese, sigla che riunisce la maggior parte dei produttori di medicine omeopatiche, si è detta molto soddisfatta. Insieme all’Aifa si sta preparando un database di tutti i farmaci presenti sul mercato dal 1995, attraverso una registrazione più snella rispetto ai medicinali allopatici.

fausto Panni, presidente di Omeoimprese, spiega: “Malgrado la direttiva europea del 2006 negli anni scorsi non c’era molto dialogo tra noi, ministero e Aifa. Adesso siamo alla svolta, e potremmo seguire Francia e Germania. A noi interessa intanto la registrazione dei farmaci esistenti, poi la possibilità di metterne di nuovi sul mercato che dipende dalla capacità industriale di ogni singola azienda”. E aggiunge: “Ma c’è un altro aspetto importante: avere la possibilità di vendere all’estero. Oggi come aziende italiane non possiamo farlo perché i nostri prodotti non hanno un’autorizzazione definitiva ma transitoria. È stata rinnovata varie volte in questi 17 anni e adesso scade nel 2015. Ovviamente ritengo che faremo tutte le registrazioni definitive ben prima di quella data”.

 

 

 

 

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Maria Elena Perrero