ROMA – ''E' sconcertante'' secondo Farmindustria, la richiesta di pagamento del pay back per lo sfondamento del tetto di spesa farmaceutica territoriale del 2010 che in questi giorni l'Agenzia Italiana del Farmaco ha inviato alle imprese del farmaco. Il pagamento, osserva Farmindustria, comprende ''impropriamente'' anche la quota pagata volontariamente dai cittadini per scegliere il farmaco di marca. Per queste ragioni Farmindustria richiede il rapido riesame della richiesta dell'Aifa e la riapertura del Tavolo al ministero dello sviluppo economico.
''Le aziende potrebbero altrimenti vedersi costrette a ricorrere in sede giurisdizionale a tutela delle proprie ragioni, a cominciare dall'istanza di accesso agli atti. Soprattutto in un momento in cui in Italia si confrontano con ritardi record nei pagamenti dell'Amministrazione pubblica – cresciuti del 30% negli ultimi due anni e con punte a livello regionale sino a 700 giorni – e con dinamiche di acquisto pubblico dei farmaci spesso distorsive del mercato''.
''Un ripiano – spiega l'associazione degli industriali – che pesa per 17 milioni di euro sulle imprese e che premia proprio le regioni non virtuose. Ô una richiesta sconcertante, perche' inviata con oltre un anno di ritardo rispetto alla chiusura dei bilanci aziendali e nonostante la Corte dei Conti avesse comunicato nel Rendiconto Generale dello Stato, a fine giugno 2011, il rispetto del tetto per il 2010. E sulla quale permangono forti incertezze relativamente ai dati che hanno determinato questo risultato. Aifa chiede poi che le aziende dichiarino formalmente la loro totale adesione, senza avere tutti gli elementi a disposizione. E ciò – aggiunge Farmindustria – è inaccettabile. Questo onere inoltre è fuori tempo massimo''.
