ROMA – Prima hanno messo in quarantena 100 milioni, ora Pdl, Udc e Pd lamentano all’unisono: ”Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”. Con lo spauracchio delle lobbies ecco che i politici lasciano intravedere la sostanza della loro legge che dovrebbe portare la trasparenza nei partiti: i soldi non li toccano.
”Il finanziamento pubblico dei partiti presuppone regole certe che garantiscano la trasparenza e il controllo dei bilanci”, si legge nella relazione alla proposta di legge sulla trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti, firmata da Alfano, Bersani e Casini. Piuttosto, scrivono ‘Abc’, ”il punto è un altro: trasformare il finanziamento pubblico nella leva per riformare i partiti. Come ha ricordato Napolitano – sottolineano – è necessario sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti e meccanismi corretti e misurati di finanziamento della loro attività”. Al momento quello su cui la politica sta lavorando è una proposta di legge per rendere i partiti più “trasparenti”.
L’unico a protestare è l’Idv (l’altro partito d’opposizione, la Lega, tace forse per pudore). Antonio Di Pietro ha fatto sapere che ”la politica non può far finta di niente e ignorare le condizioni del Paese. Il provvedimento all’acqua di rose proposto da Alfano, Bersani e Casini è una presa in giro per i cittadini e per la dignità delle istituzioni. L’Italia dei Valori si batterà in Parlamento per restituire agli italiani il maltolto. Se si continua così – conclude Di Pietro – i cittadini arriveranno con i forconi davanti Montecitorio”.
Quanto all’ammontare dei finanziamenti, ovvero il vero nodo sollevato dalle inchieste su Lega e Margherita con milioni di euro distratti “a loro insaputa”, per quello si andrà per le lunghe. Il perché lo lasciano intendere proprio i tre “Abc”: di quello “si parlerà in sede di attuazione dell’art. 49 della Costituzione”. E per cambiare la Costituzione, si sa, non basta qualche mese. Nel frattempo i partiti continueranno a incassare, per ora hanno solo deciso il rinvio della tranche di luglio da 100 milioni. Dal 1994 al 2012 lo Stato, tutti noi, abbiamo versato ai partiti politici l’astronomica cifra di 2 miliardi 253 milioni 612 mila 233 euro. Loro, i partiti, nello stesso lasso di tempo ne hanno spesi 579 milioni 4 mila 383. Ergo, 1 miliardo 674 milioni 607 mila euro, li hanno incassati senza un perché.
