ROMA – Segna il passo e cresce solo di poco l'aspettativa di vita per le donne italiane, con un aumento negli ultimi quattro anni di soli 0,3 anni (da 84,0 anni nel 2007 a 84,1 anni nel 2009, 84,3 nel 2010) contro 0,4 anni per l'uomo nello stesso arco di tempo (che ha raggiunto nel 2010 un'aspettativa di 79,1 anni). E frena il miglioramento delle condizioni generali sanitarie femminili con un rischio di peggioramento nelle regioni con i conti in rosso dove la prevenzione, ancora, non decolla e dove, le difficilta' economiche (soprattutto al sud) rischiamo di affossarla ulteriormente.
E' il libro bianco sulla salute della donna di O.N.D.A (l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna), presentato nella sede di Farmindustria, ha fare emergere un quadro pieno di ombre.
Un vero e proprio allarme rappresenta la salute cardiovascolare femminile. Ictus e infarti in vent'anni hanno provocato un aumento del 15% dei decessi, 130 mila casi, più del triplo del tumore al seno. Colpa del pessimo stile di vita e l'emulazione di comportamenti a rischio fino ad alcuni anni fa tipicamente maschili: alcol e fumo. Sempre più donne che consumano oltre 6 bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione. Il consumo di farmaci comuni è superiore del 20-30% fra le donne rispetto all'uomo e del 40% per gli integratori.
In aumento le malattie prima appannaggio esclusivo del sesso maschile, in particolare quelle cerebrovascolari, che in Italia, registrano fra le donne circa 130 mila decessi annui con valori ormai tripli rispetto al tumore della mammella. In crescita anche le malattie psichiatriche, mentre è in leggero calo il numero dei suicidi. Ancora limitata l'informazione e la sensibilizzazione alle diverse problematiche di salute femminile. Tagli nel sistema di welfare e nei bilanci familiari rischiano, dunque, di vanificare i traguardi (e benefici) raggiunti nell'arco di trent'anni nello stato di salute delle donne.
"Le donne – ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDa) – sono gli indicatori più attendibili dei bisogni della societa'. Serve un'attenzione specifica''. Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria, ha annunciato che sono più di 1.000 i farmaci in sviluppo nel mondo per malattie che colpiscono l'universo femminile. ''L'industria farmaceutica offre il proprio contributo non solo attraverso medicinali innovativi, ma anche diffondendo la consapevolezza delle caratteristiche di genere'' ha detto. In parlamento Sabrina De Camillis (Pdl), ha istituito un Intergruppo Parlamentare Medicina di Genere, al quale hanno già aderito oltre settanta tra deputati e senatori dei diversi gruppi politici:''Una decisione derivata dalla constatazione che, nonostante le diverse iniziative esistenti sul territorio nazionale rivolte alla medicina di genere, non si riescono a fare concreti passi in avanti. Nel provvedimento sulla sperimentazione clinica per la prima volta si prevede il tema della medicina di genere, chiarendo che la sperimentazione clinica va condotta su volontari equamente ripartiti tra i due generi".
