DEAUVILLE (FRANCIA) 26 MAG ''Piu' internet per tutti – DEAUVILLE (FRANCIA), 26 MAG – ''Piu' internet per tutti, gratis e in ogni angolo del pianeta'': questa la richiesta principale che si leva dal mondo della rete invitato per la prima volta al tavolo dei politici che governano la Terra. Nella dichiarazione finale al vertice di Deauville, soltanto dichiarazioni di principio e la constatazione che le leggi devono sostenere ma non imbrigliare la creativita' del web. Doveva essere il fiore all'occhiello del G8 di Deauville – ''il marchio'', secondo quanto aveva sottolineato l'Eliseo alla vigilia – e invece il connubio fra giovani creativi di Internet e potenti del pianeta e' ancora un cantiere senza capo ne' coda. Reduci dalla due giorni dell'e-G8 alle Tuileries, nel cuore di Parigi, gli uomini che guidano Facebook (il ventisettenne Mark Zuckerberg, per l'occasione in cravatta e non in t-shirt), Google (Eric Schmidt) e altri giganti on line si sono trasferiti a Deauville per discutere di Internet nel G8 ''vero''. A fare da interfaccia fra la politica e la rete, l'organizzatore dell'iniziativa, Maurice Levy, patron del gigante della comunicazione Publicis. ''Riteniamo all'unanimita' che si debba garantire l'accesso libero e aperto a internet a ogni abitante del pianeta'', e' stato il proclama di Levy, portavoce dei guru del web. Secondo, ''proteggere la proprieta' intellettuale'', ma senza ''creare ostacoli alla crescita e allo sviluppo'' della rete. Terzo, i governi devono ''massicciamente investire'' nella banda larga sempre piu' larga e nell'alta velocita' sempre piu' veloce per evitare che la moltitudine di dati in circolazione non provochi, un giorno, l'implosione del sistema. Fin qui gli uomini di Internet, mentre dalla politica – che gia' a Parigi e' stata ammonita da Zuckerberg e compagni a non immischiarsi piu' di tanto, visto che ogni regola farebbe figura di lumaca di fronte al fulmineo rinnovarsi delle pratiche on line – e' arrivato poco. In sostanza, soltanto il principio sancito a Deauville che e' importante il ruolo dei governi in uno ''sviluppo equilibrato'' del web, al fianco degli internauti e degli investitori privati. Appuntamento all'anno prossimo e, se durera', a tutti gli altri G8 a venire. Piu' stimolanti, le scene dell'incontro fra i leader dei due mondi, il politico e il virtuale. Zuckerberg, ventisettenne miliardario a evidente disagio dentro un completo scuro con cravatta, era gia' seduto attorno al tavolo ovale della trattativa quando e' entrato David Cameron. Il premier britannico gli ha porto la mano, lui gliel'ha stretta senza nemmeno alzarsi. Piu' saggio e meno ragazzino di lui, il boss di Google, Schmidt, ha pensato bene di presentargli l'ospite successivo, il capo del governo canadese Stephen Harper, scandendo ad alta voce che si trattava di un primo ministro. E Zuckerberg, stavolta, si e' alzato.
