ROMA – Che Michele Santoro arrivi a La7 "me lo auguro e lo spero. E credo che non sarà l'unico, nè l'ultimo". Lo afferma Gad Lerner, intervistato dal Corriere della Sera.
Se Santoro arrivasse a La7, secondo Lerner, troverebbe "quel clima di libertà intellettuale, di possibilità di sperimentazione ideale per la tv di qualità che amiamo".
Lerner parla di "tv moderna, aperta ai n uovi linguaggi che mostra tutta la decrepitezza del Duopolio Collusivo".
"Spero non appaiano ancora quei vincoli – aggiunge a proposito di Santoro – e quei condizionamenti che, per esempio, hanno tenuto in anticamera Enrico Mentana per un anno e mezzo".
Il conduttore de L'Infedele ammette che "oggi c'è una Telecom Italia più coraggiosa, più legata al prodotto: non mi lascerei condizionare – dice – dai colori politici".
Lerner boccia l'operazione che ha portato all'addio di Santoro alla Rai, definendola "autolesionista". "E' un caso da scuola di demenziale eterogenesi dei fini – precisa – Hanno voluto assecondare la folle diagnosi di Berlusconi che attribuiva ad Annozero la sconfitta elettorale, quando invece la risposta era la sua immagine allo specchio".
Quanto alla possibilità che arrivi un socio partner di Telecom Italia, Lerner afferma che "oggi La7 piace troppo all'attuale gestione. Se l'era ritrovata come una palla al piede, ricordo gli sbuffi di Franco Bernabe'. Oggi tutto e' diverso".
Infine, il giornalista ammette che avrebbe voglia di "telefonare a Lorenza Lei" per proporsi come direttore del Tg1 "a zero euro, gratis e a tempo, appena per sei mesi – dice – Solo per dimostrare quante eccellenti potenzialità professionali esistano in quella testata e che ora sono ingiustamente mortificate".