Giornalisti: "Blogger e tecnologie per difendere la libertà"

FIRENZE – Da sempre la voglia di liberta' passa dai mezzi di informazione e se negli anni della Seconda guerra mondiale era Radio Londra a dare il via alle azioni dei partigiani nei paesi occupati dai nazifascisti, nel terzo millennio sono i nuovi media che in qualche modo fanno crescere la voglia di liberta', talvolta danno il via alle rivolte.

Le ultime, quelle dei mesi scorsi nei paesi mediorientali, sono al centro di un convegno organizzato dall'associazione internazionale Information safety and freedom (Isf), assieme a Ordine dei giornalisti e Associazione stampa Toscana e Facolta' di scienze politiche dell'Universita' di Firenze.

Proprio con 'I blogger della liberta'', una tavola rotonda che ha messo a confronto alcuni dei blogger divenuti noti grazie alle rivolte nei loro paesi, ha preso il via stamani il convegno. Un confronto possibile grazie alle tecnologie visto che Hassan Al Djham, blogger libico che doveva essere a Firenze, da due giorni e' bloccato a Il Cairo in attesa del visto da parte delle autorita' italiane.

Grazie a internet, pero', anche lui ha potuto descrivere quanto successo e l'importanza delle tecnologie nella lotta contro i dittatori.

Certo, come ha ricordato il presidente di Isf, Stefano Marcelli, occorre vigilare perche' chi ha il potere ha interesse a controllare l'informazione e i modi non mancano, magari grazie ad accordi con le aziende che controllano le nuove tecnologie, ''come gia' hanno fatto Cina e Iran''. E se nel 2005 da Firenze parti' l'impegno di 60 giornalisti riuniti per il Forum del Mediterraneo a sostenere la liberta' di stampa e la democrazia nei Paesi dell'area, ''oggi e' il momento di tener fede a quell'impegno'', ha detto Marcelli.

All'incontro, che terminera' domani, partecipa anche Lisa Palmieri Billig, corrispondente del Jerusalem Post. Il Forum si svolge con il sostegno dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

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Alessandro Avico