Gli infarti si potranno curare con le cellule della vena della gamba?

ROMA, 25 AGO – Reclutato da scienziati italiani all'estero un nuovo esercito di cellule capace di riparare cuori infartuati: gli esperimenti su topi hanno dato esito positivo mostrando che queste cellule, facilmente ricavabili da una vena delle gambe e chiamate periciti o cellule murali, possono contribuire alla rigenerazione del cuore infartuato e a rivascolarizzare il tessuto cardiaco. Autori del lavoro pubblicato sulla rivista Circulation sono Paolo Madeddu e Costanza Emanueli dell'Universita' di Bristol.

Esperimenti analoghi per aiutare il cuore ad autoripararsi dopo un infarto sono stati fatti usando cellule staminali del midollo osseo. Ma i ricercatori italiani hanno provato ad attingere da un'altra fonte, molto piu' disponibile, di cellule ''ripara-cuore'', la vena safena, gia' molto usata in chirurgia perche' viene sfruttata per fare il bypass coronarico.

Gli esperti hanno estratto i periciti dai residui di vena safena normalmente gettati via dopo l'operazione di bypass e li hanno estratti ed espansi. Poi hanno trasferito i periciti in prossimita' della parte infartuata del cuore di topolini, riscontrando un potenziamento dell'autoriparazione del muscolo cardiaco e un'accentuata rivascolarizzazione del cuore.

Gli esperti hanno anche scoperto il segreto dei periciti: si chiama microRNA-132 (miR-132) ed e' una piccola molecola rilasciata dalle cellule trapiantate la quale controlla l'attivita' di numerosi geni. Il miR-132 e' di fatto l'agente che induce i vasi sanguigni a proliferare e nuovo tessuto cardiaco a formarsi nella zona di necrosi cardiaca.

Gli esperti pensano che nel giro di pochi anni l'uso dei periciti anti-infarto potrebbe essere testato in un trial clinico, cioe' su pazienti.

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Alberto Francavilla