WASHINGTON – Spesso gli integratori vitaminici non sono necessari e, a volte, rischiano anche di essere dannosi. Uno studio condotto da un team di ricercatori americani e finlandesi, appena pubblicato sugli Archives of Internal Medicine, ha mostrato che l’uso di integratori nella popolazione americana e’ in molti casi ingiustificato e che alcuni tipi, tra cui quelli a base di ferro, possono addirittura facilitare un piu’ alto rischio di morte nelle donne anziane. Partendo dalla considerazione che la popolazione americana gode mediamente di una nutrizione piu’ che sufficiente, l’ipotesi della ricerca condotta dal team dell’Universita’ della Finlandia orientale e dell’Universita’ del Minnesota era quella di verificare se le vitamine assunte da circa la meta’ degli statunitensi (per una spesa di circa 20 miliardi di dollari) dessero effettivamente degli effetti benefici.
I risultati della ricerca hanno dimostrato che gli integratori non hanno migliorato in modo sensibile la salute di chi li assumeva. ”Sulla base delle prove esistenti, abbiamo riscontrato poche giustificazioni per l’uso generale e capillare degli integratori alimentari”, hanno scritto gli autori dello studio. ”Abbiamo inoltre scoperto si legge nell’articolo che molte vitamine comunemente utilizzate nella dieta associata a integratori minerali, tra cui multivitaminici, vitamine B6 e acido folico, cosi’ come i minerali di ferro, magnesio, zinco e rame, erano associati a un maggior rischio di mortalita’ totale”. I ricercatori statunitensi e finlandesi hanno esaminato i dati di uno studio sulla salute femminile realizzato nello Iowa, che includevano i sondaggi compilati da 38.772 donne con un’eta’ media di 62 anni. In genere, chi ha assunto integratori vitaminici ha mostrato uno stile di vita sano, ma in alcuni casi ha mostrato anche una piu’ alta incidenza di morte rispetto a chi non usava integratori. ”Di particolare interesse hanno sottolineato gli autori sono stati gli integratori di ferro, fortemente associati a un aumentato rischio di mortalita”’. D’altra parte, ”un supplemento di calcio si e’ sempre rivelato inversamente proporzionale al tasso di mortalita’ totale”. Gli autori hanno comunque messo in evidenza di non poter escludere la possibilita’ che la ragione del tasso di mortalita’ piu’ elevato avrebbe potuto essere causata da condizioni di base, in virtu’ delle quali si sarebbero resi necessari gli integratori. Nel frattempo, tuttavia, i medici hanno esortato i pazienti a considerare i rischi di assunzione di integratori.
”Pensiamo che la regola ‘piu’ ce ne sono e meglio’ e” sia sbagliata”, hanno detto Goran Bjelakovic dell’Universita’ di Nis in Serbia, e Cristiana Gluud della Copenhagen University Hospital in Danimarca, in un commento di accompagnamento all’articolo. Questi risultati ”si aggiungono alla crescente evidenza secondo cui alcuni supplementi antiossidanti, come la vitamina E, la vitamina A e il beta-carotene, possono essere dannosi ”, hanno concluso.
