ROMA – Un software per denunciare in modo assolutamente anonimo e sicuro qualsiasi tipo di comportamento “criminale”, dalla truffa ai danni dei consumatori all’omissione di soccorso dopo un incidente stradale. Si chiama Globaleaks e come dice il nome è ispirato, almeno come punto di partenza al più celebre Wikileaks, simbolo della circolazione anonima dei documenti riservati.
Il progetto nasce da un gruppo di informatici, studenti e giuristi italiani, di età compresa tra i 17 e i 52 anni. E si rivolge a tutti quelli che hanno qualcosa di significativo da denunciare, possibilmente qualcosa di corredato da documenti e prove.
Globaleaks, infatti, si fonda su un meccanismo di filtri “anti diffamazione”. Tre gli ingredienti fondamentali per portare avanti la macchina. In primo luogo serve la fonte, la “gola profonda della situazione”. Può essere qualcuno che ha visto qualcosa casualmente, magari durante una passeggiata, oppure qualcuno in grado di sollevare sospetti su un collega o su un datore di lavoro. Dopo la fonte, però, serve l’attivista: è l’uomo che dialoga in modo assolutamente autonomo con la fonte e decide se trasformare in campagna informativa le informazioni ricevute. L’attivista sarà il primo a chiedere documenti e prove, ad effettuare insomma un primo controllo di veridicità.
Il terzo elemento di Globaleaks, quello decisivo, è invece il “fact-checking”, quello in cui un pool di esperti valuta l’autenticità delle denunce e dei documenti. Anche questi esperti possono dialogare in modo anonimo con la fonte.
L’obiettivo del software, insomma, è quello di servizio e non di gossip. Spiega al Corriere della Sera Fabio Pietrosanti, uno degli sviluppatori: “Gli utilizzi di questo software sono virtualmente infiniti e utili a tutti. Abbiamo ricevuto di recente contatti da parte di alcuni attivisti siracusani che sono interessati al nostro strumento per contrastare la mafia attraverso informazioni ricevute dai cittadini in forma anonima. Esiste poi il progetto Evasori.it: il cittadino può fare segnalazioni su sospette evasioni fornendo dati circostanziati in modo totalmente anonimo e interattivo. Naturalmente non pensiamo a soffiate riconducibili all’invidia per il vicino o alla vendetta contro il barman che non emette un singolo scontrino, ma per fenomeni consistenti e magari completamente sommersi”.
