NEW YORK – La battaglia fra Google e Microsoft si inasprisce. Mountain View accusa Redmond di plagiare e copiare i risultati delle ricerche online. Microsoft respinge seccamente: ”Non copiamo”, le affermazioni di Google sono fuorvianti e rappresentano un ”trucco da storia di spionaggio”. Ma le tensioni fra i due colossi sono l’ennesimo segnale della crescente rivalità che si protrae da anni su numerosi fronti, dalle ricerche sul web alla pubblicità online. Google porta a sostegno della sua tesi alcuni test, dai quali – riporta il Wall Street Journal – emergerebbe come i risultati delle ricerche effettuati con Google sarebbero stati copiati poche settimane dopo da Bing, il motore di ricerca di Microsoft.
”Noi vogliamo competere con algoritmi costruiti sull’innovazione e non su risultati di ricerca riciclati da un competitor” afferma Amit Singhal di Google. Mountain View avrebbe constatato come su 100 diverse ricerche effettuate circa 7-9 sarebbero state copiate da Bing. E la scoperta sarebbe stata effettuata cambiando alcuni algoritmi per accertarsi se Bing avrebbe fatto lo stesso. Microsoft spiega che la società studia come alcuni navigatori interagiscono con Google per migliorare Bing, utilizzando i ‘clickstream data’, ovvero le informazioni che Internet Explorer o Bing volontariamente condividono con Microsoft. Questi dati sono solo una piccola parte degli oltre 1.000 ‘segnali’ che Bing usa per i propri algoritmi di ricerca. ”Non copiamo nulla. Impariamo dai dati che i nostri consumatori condividono con noi – mette in evidenza Harry Shurm di Microsoft con il Financial Times -. Il motivo per cui il web funziona è legato all’intelligence di tutti”.