Google. Test di sicurezza con i dati di ignari utenti: privacy violata?

ROMA – Vuoi entrare sul tuo account Google, ma per dimostrare di essere “umano” devi autenticare i tuo dati. Google ha escogitato un nuovo sistema che lo ha portato ad un’accusa di violazione della privacy. L’utente dovrebbe inserire, per confermare i suoi dati, il numero civico da foto sfocate di abitazioni fotografate da Google’s Street View. Un sistema che molti non hanno gradito, con Nick Pickles della Big Brother Watch che ha accusato Google di violare la privacy usando per i suoi test di sicurezza gli indirizzi di ignari cittadini. Pickels ha inoltre accusato Google di utilizzare il sistema per i suoi interessi, cioè lo sviluppo del Google Books project.

Pickels ha detto: “C’è un serio problema di privacy con l’identificazione del numero civico di case private. Inoltre Google vede le persone che si avvalgono dei suoi servizi come una merce da sfruttare. E’ subdolo e crudele utilizzare gli utenti come registratori ignari di dati”.

Secondo Pickels Google si starebbe approfittando degli utenti. I dati inseriti servirebbero allo sviluppo di Google Books, il cui obiettivo è digitalizzare i libri scritti prima dell’era del computer in modo facile e veloce. Gli utenti dunque confermerebbero quanto scannerizzato, come se fosse la pagina di un libro, e che lo scanner di Google Books è ben funzionante ed in futuro applicabile a delle pagine scritte.

Un portavoce di Google ha replicato che le figure di Google’s Street View sono utilizzate solo nel 10 per cento delle autenticazioni e che è impossibile, per come sono ritagliate le foto, riconoscere la casa del civico di cui si stanno confermando i dati. Inoltre Google ha ribadito che le informazioni vengono dal suolo pubblico e servono a migliorare il servizio offerto da Google Maps.

Il portavoce di Google ha poi aggiunto: “Noi prendiamo molto seriamente la privacy e le immagini usate per gli esperimenti non contengono interi indirizzi, ma solo dettagli. Usiamo solo le immagini di numeri civici, nomi di strade e segnali del traffico, che sono proprietà pubbliche. Non ci sono informazioni geografiche, individuali o contestuali che permettano di identificare il luogo da cui siano state prese”.

 

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