ROMA, 16 GIU – ''Ancora un caso che rischia di avere effetti devastanti sulle produzioni alimentari di tutt'Europa: dopo l'allarme batterio killer in Germania che ha colpito il settore ortofrutta, e' ora la carne bovina a rischiare un crollo di vendite dopo i casi a Lille di infezione da batterio in hamburger provenienti peraltro dalla stessa Germania, Belgio e Olanda. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, nel rimarcare la necessita' che ''ognuno, a cominciare dal Paese tedesco, smetta di fare finta di niente e si assuma finalmente le sue responsabilita'''.
Intanto – prosegue la Cia – rassicuriamo i consumatori sul fatto che le nostre produzioni sono sicure e facilmente riconoscibili dall'etichetta d'origine, che per le carni bovine e' obbligatoria per legge. Soprattutto dal 2001 con la vicenda Bse, l'Europa ha messo in piedi un sistema di controlli efficace e capillare, che garantisce una chiara tracciabilita' di tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione.
Quindi non creiamo allarmismi ingiustificati nel nostro Paese – conclude la Cia -. Gli allevatori italiani gia' combattono con un calo pesante degli acquisti di carne rossa (che ha perso il 4,6 per cento nel 2010 e il 5,1 per cento nel primo trimestre 2011) e non hanno bisogno di un ulteriore crollo delle vendite, causato dall'ennesima psicosi alimentare del tutto infondata''.
