PARIGI, 16 GIU – Questo non e' un giorno come gli altri per gli impiegati del discount LIDL del centro di Parigi, uno dei tanti punti vendita del colosso tedesco dei supermercati low cost, colpito in Francia dallo scandalo degli hamburger contaminati. Questo pomeriggio, nei corridoi della filiale del Boulevard de Strasbourg, nel nono arrondissement della capitale, tra la gare de l'Est e la Senna, poche persone e quasi nessuna davanti al reparto carni, dopo le notizie sui sette bambini che avrebbero contratto il batterio E.coli dalla carne macinata dei surgelati di marca 'Steaks Country'.
Gli hamburger infetti sono stati venduti in un LIDL di Lille, nel nord della Francia, ma – secondo gli ultimi accertamenti – erano prodotti con carne tedesca, olandese e belga. ''Se ne vada. Non ho tempo da perdere'', risponde la direttrice del punto vendita parigino, una giovane donna sulla trentina, a una domanda del cronista dell'ANSA che chiede se gli hamburger contaminati siano stati ritirati dal reparto surgelati del punto vendita parigino. Non contenta, la responsabile da' ordine ai servizi di sicurezza di vietare foto e riprese video all'interno del supermercato.
''Se da' fastidio ai clienti cacciatelo via'', ordina ancora la direttrice questa volta al suo servizio di sicurezza, tradendo una buona dose di nervosismo.
Piu' conciliante, un addetto alle vendite che racconta come gia' all'alba di questa mattina, prima dell'apertura del negozio alle 9:00, tutta la merce sospetta sia stata ritirata dal punto vendita, cosi' come in tutti gli altri LIDL della Francia. ''Hanno portato via tutto. Come surgelati non resta neanche un hamburger. E' tutto sotto controllo'', ha assicurato. Quanto al numero di clienti, ha aggiunto, ''e' rimasto piu' o meno allo stesso livello del solito. Non abbiamo notato nessun calo''. Agathe, una signora sulla sessantina, che si aggira con il carrello in uno dei grandi corridoi del supermercato, non sembra preoccupata. ''Batterio killer? Come vede ho comprato tre polletti – dice indicando gli acquisti nel carrello – Stia tranquillo, non credo che mi succedera' nulla di grave''. Sembra d'accordo anche Xavier, un pensionato sulla settantina, che si dirige verso l'uscita con tre scatole di carne surgelata: ''Credo che quello degli hamburger sia un caso isolato. E poi hanno ritirato tutti i prodotti sospetti''. Alla cassa, tuttavia, sono davvero pochi i clienti che acquistano carne. Verdure, acqua, gelati, latticini, piantine. Sara' un caso, ma in questo pomeriggio di giugno la carne non sembra andare per la maggiore. ''La sicurezza e la salute dei nostri clienti sono le nostre priorita'', aveva dichiarato questa mattina il co-gestore dei supermercati Lidl-France, Jerome Gresland, in seguito ai casi di infezione alimentare che hanno colpito alcuni bambini nel nord della Francia, dopo che tutti avevano consumato hamburger venduti dal discount.
'Per precauzione abbiamo ritirato dalla vendita la carne incriminata e abbiamo proceduto al ritiro dei prodotti con data di scadenza 10, 11 e 12 maggio 2012', ha aggiunto Gresland, per il quale e' la prima volta in dieci anni che la catena si trova coinvolta in un problema di questo tipo. Il prodotto, fabbricato dalla SEB, e' venduto in confezioni da 1 kg (10 hamburger da 100 g) con data di scadenza dal 10 al 12 maggio.