I numeri della salute in rosa

ROMA – Piu' infarti e farmaci: la salute delle donne e' ancora buona, ma non migliora e anzi si colgono i segni di un possibile futuro peggioramento, soprattutto per le malattie cardiovascolari. Questi i numeri sulla condizione femminile che arrivano dal libro bianco di O.N.D.A (l'osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna).

– CUORE. Ogni anno si contano 130.000 decessi, di cui 33.000 per infarto del miocardio, arrivando così a numeri pari a più del triplo per il tumore della mammella. In generale l'aumento della mortalità femminile per malattie ischemiche del cuore e' pari a 8,56 per 10.000 con una punta di 92,56 nella classe di età 75 anni ed oltre. In 20 anni c'e' stato un boom di decessi: +15%.

– SALUTE MENTALE. Disturbi psichici e dell'umore, quali ansia e depressione, nevrosi, disturbi di personalità, obesità: sono queste le patologie a cui la popolazione femminile è maggiormente predisposta, complici le alterazioni ormonali nelle diverse fasi riproduttive (gravidanza, puerperio e menopausa) e un maggior numero di eventi stressanti (lutto, separazioni, logorio delle incombenze quotidiane) cui la donna va incontro. Ma fra i diversi fattori che mettono a rischio la salute mentale non vanno trascurati neppure quelli genetici, i casi di depressione in famiglia, e il ruolo sociale che riversa sulle spalle della donna una serie di fatiche e responsabilità sia in ambito lavorativo che familiare. Eppure sono proprio le donne a ricorrere in percentuale minore alle strutture socio-sanitarie tanto che, fin dal 2003, si è notata una progressiva riduzione (pari a -6,5%) fra la popolazione femminile nei ricoveri ospedalieri sia a livello nazionale che regionale, con un tasso standardizzato nel 2008 del 43,11 (lievemente superiore per gli uomini: 45,8). Netto calo anche dell'ospedalizzazione (pari a -15,8%) per disturbi psichici da abuso di droghe, soprattutto tra i 25 e i 54 anni. Migliorato, invece, nell'arco temporale 2000-2007, il tasso di mortalità sia per disturbi psichici per entrambi i generi fatta eccezione per alcune regioni (Trentino-Alto Adige), sia per suicidio e atti di autolesionismo, comunque con una netta prevalenza di quelli femminili (-23,5 per 10.000 contro -14,56 per 10.000).

– FARMACI. Sono le donne le principali consumatrici, usandone il 20-30% in più rispetto agli uomini (e il 40% in più di integratori alimentari) soprattutto nelle fasce di età tra i 15 e i 54 anni. Inoltre il quadro demografico in continuo invecchiamento ha fatto sì che negli ultimi 10 anni il consumo dei farmaci si sia incrementato con una aumentata richiesta di farmaci per il trattamento di patologie dell'apparato cardiovascolare, gastrointestinale e/o oncologiche. Nel 2009 il consumo di farmaci ha interessato il 39,91% della popolazione, confermando il trend di crescita dal 2000.

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Lorenzo Briotti