Dopo la famosa lettera dei 100 economisti e le giornate di nFA, in Italia è iniziato un confronto, finora solo a livello pubblicistico (dati approfonditi e studi accademici non sono ancora apparsi) tra la scuola mainstream e i cosidetti economisti critici. Recentemente, Antonella Stirati, su Il Sole-24 Ore, ha chiesto che l’accademia si apra ai lavori di questi ultimi. Non è mio compito dire cosa sia giusto, lecito o proficuo fare per le scienze economiche. Posso però raccontarvi quello che è successo nel mio campo, la branca della scienza politica che si occupa di Relazioni Internazionali (d’ora in avanti, IR) dove a partire dagli anni Novanta c’è stata un’apertura agli approcci eterodossi. Ognuno poi può trarre le conclusioni che vuole.