ROMA – ''Ci fa piacere che ci sia stato un 'risveglio delle coscienze', ma e' ormai da tempo che denunciamo che i Pronto soccorsi italiani sono al collasso, con una carenza di medici in organico di almeno il 20%''. Cosi' la presidente della Federazione italiana di Medicina di emergenza-urgenza e catastrofi (Fimeuc), Cinzia Barletta, commenta l'apertura di una indagine da parte della Procura di Roma per fare luce sulle presunte carenze dei pronto soccorsi della capitale.
''Finora – afferma Barletta – non ci ha ascoltato nessuno. Il problema e' che nei pronto soccorsi italiani si registrano, in media, 45.000 accessi l'anno, ma i medici presenti non sono sufficienti: sono infatti almeno il 20% in meno rispetto a quelli necessari per fare fronte ad un tale numero di accessi''. Dalla presidente Fimeuc, dunque, una richiesta diretta al ministro della Salute Renato Balduzzi: ''Il ministro convochi e ascolti le societa' scientifiche del settore, e si affrontino i nodi cruciali''.
Primo punto, sottolinea, e' ''adeguare l'organico medico alle necessita', considerando anche la particolare attivita' di lavoro 'usurante' dei medici di pronto soccorso. Ma tale esigenza – rileva l'esperta – si scontra con il blocco del turn-over presente da alcuni anni, senza contare che circa il 45% dei medici di pronto soccorso e' formato da medici precari''.
Ma regole stringenti dovrebbero essere previste anche dalle stesse direzioni sanitarie aziendali: ''Il ricovero dei pazienti piu' gravi che giungono in pronto soccorso deve avvenire al massimo entro sei ore; attese maggiori – afferma Barletta – sono inaccettabili''.