ROMA – Il diabete ha invaso il mondo: il numero di persone malate e' piu' che raddoppiato a livello globale dal 1980 ad oggi, passando da 153 a 347 milioni di individui malati, soprattutto in America, ma anche l'Europa non e' immune dal problema.
E' quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Lancet e condotto da Majid Ezzati dell'Imperial College di Londra insieme a esperti della americana Harvard University di Boston.
Il diabete, con le tante complicanze a lungo termine di cui e' responsabile, causa qualcosa come 3 milioni di morti a livello globale ogni anni, un numero destinato ovviamente a salire con l'aumento inarrestabile del numero di casi di diabete nel mondo.
Dalle stime eseguite dai ricercatori per il 70% l'aumento dei casi in tre decadi (precisamente dal 1980 al 2008) e' imputabile all'invecchiamento generale della popolazione (il rischio diabete sale con l'eta'), mentre per il 30% alle conseguenze di scorretti stili di vita, in primis all'obesita'. L'aumento dei casi, spiegano i ricercatori, e' risultato strettamente collegato all'aumento globale dell'indice di massa corporea, cioe' a dire di sovrappeso e obesita'. La percentuale di maschi adulti con diabete e' salita dall'8,3% al 9,8% della popolazione maschile globale, cioe' quasi un maschio su dieci (un aumento del 18% in tre decadi) ancora peggio per le donne, quelle con diabete sono passate dal 7,5% al 9,2% (un aumento del 23%).
E' necessario ''avvistare'' la comparsa del diabete precocemente, concludono i ricercatori, e quindi fermare la malattia sul nascere correggendo gli stili di vita e l'alimentazione dei soggetti che risultino in procinto di ammalarsi sulla base dei livelli di zucchero nel sangue misurabili semplicemente con un prelievo.
