Il luminoso arcobaleno dei nostri pensieri


Questo non è un blog di taglio e cucito. Qui c’è gente che tutti i giorni viene perché crede fortemente nella possibilità di cambiare le cose. Magari anche in meglio.

 E’ un blog per incoscienti sognatori che non si rassegnano all’idea che il mondo non sia una favola e che non tutti si comportino bene. E’ un blog per incalliti utopisti che credono in un’informazione libera, in una politica concepita come l’arte della buona amministrazione della cosa pubblica, in una scienza al servizio del benessere dell’uomo, nel rispetto dell’ambiente, e non dei bilanci delle multinazionali. E’ un covo di ingenui creduloni affezionati all’idea che le istituzioni nascano per fare l’interesse dei cittadini, e non per concentrare e meglio amministrare il potere. Qui c’è gente che, illusa, crede ancora che i Ministri della Repubblica vengano nominati per garantire una funzione di pubblica utilità, e non la propria impunità.

 Siamo gente strana: seminiamo pezzettini di informazione grandi come molliche, che spesso i corvi si portano via, e speriamo che possano servire agli sperduti viandanti della democrazia, noi compresi, per ritrovare la strada che porta all’uscio di casa. A uno degli usci, perché il castello della civiltà ha molti ingressi e ognuno si scelga pure il suo, a condizione che possa trovarlo sempre sgombero e accessibile, e che mai gli venga sprangato da chi vuole occupare torrioni, segrete, salotti e camere da letto.

  Siamo fatti così. Siamo irriducibili che non si rassegnano a mediare sulle questioni di onestà e integrità, che credono nel buon senso prima ancora che nelle leggi, siamo centinaia di migliaia di ingenui sprovveduti a cui si può raccontare tutto, ma che non si bevono niente. Crediamo nel lieto fine, usiamo parole forti ma lo facciamo in buona fede, come reazione allo stupro dei comandamenti interiori, scritti nelle coscienze molto tempo prima di essere rivelati nei testi sacri. Usiamo toni forti ma ce lo possiamo permettere, perché diversamente dai Ministri della Repubblica che parlano di fucili e dai sindaci delle capitali che vogliono sfondare i caselli autostradali con l’auto blu, noi siamo semplici avventori da bar, siamo la pancia che brontola, il nonno che rimbrotta. Osserviamo, e quello che vediamo non ci piace, è vero, ma i forconi li usavano i nostri nonni nei pagliai: noi combattiamo una guerra fatta di parole, aguzze come pietre, precise ed affilate come punte di frecce per scalfire le maglie della catena dell’informazione, brandita e fatta oscillare da chi l’ha forgiata e ora ne tiene saldamente in mano un capo, distribuendo opinioni e notizie che dalla sorgente si propagano incessantemente verso il mare, travolgendo idee e fatti diligentemente accatastati come piccole dighe di operosi castori. Noi siamo i salmoni che risalgono la corrente.

 Siamo l’uomo della strada. Mangiamo aglio, cipolle, verità popolari: per questo le nostre parole talvolta risultano sgradevoli. Facciamo l’amore solo quando ci aggrada e non per dimostrare di essere maschi alfa. Riempiamo le piazze perché nei palazzi non possiamo entrare. Ci lamentiamo sempre, perché sembra che questa società abbia ormai conquistato tutto, tranne la dignità. Ci confortiamo a vicenda, rassicurandoci. Siamo assolutamente convinti che tutto andrà bene, e con la stessa certezza crediamo che non cambierà mai niente. Per questo siamo alla continua, disperata ricerca di qualcuno che ci dica a che santo votarci, senza comprendere che in realtà i santi siamo noi, con l’aggravante che il diavolo non esiste: è solo un povero Cristo ancora più disperato.

  Questo è un blog di gente che crede di contare qualcosa ma che forse non conta niente. Ed è anche un blog di infaticabili minatori che credono di non valere niente ma che pure, giorno dopo giorno, scavano una lunga ragnatela di tunnel che fa cedere le fondamenta soprastanti.
 E’ un formicaio, un alveare, un rumoroso e puzzolente mercato di idee dove si vendono solo quelle con il miglior rapporto qualità – prezzo. Qui nessuno odia, al contrario: questo è un luogo di passioni forti, di amore, perché il coraggio di lottare viene solo per difendere qualcosa che si ama. Questo è un posto di perdenti che per vincere hanno riscoperto il valore della solidarietà, l’unione che fa la forza, il sapore di un grande abbraccio collettivo, la gioia che scaturisce dalla ritrovata capacità di credere che qualunque cosa sia possibile, quando ci sono abbastanza persone che ci credono tutte insieme.

  Non è retorica. Questo è il luminoso arcobaleno dei nostri pensieri, talmente sfavillanti, reali e pieni di vita da dipingere un universo di colori e di emozioni dai quali l’arte delle parole ha semmai cercato di attingere, nei secoli, per colpire l’immaginario che l’uomo porta dentro di sè, come una tavolozza di acquarelli, di tempere e pastelli che rende ognuno di noi così simile agli altri, eppure così unico e speciale.

 E’ questo, solo questo che porterò con me al XXXI Premio Ischia, insieme a tutto il popolo abruzzese del quale mi onoro di essere stato inconsapevole tramite, nel loro insopprimibile e indomito anelito di trovare voce ed espressione, nel loro sforzo di bloccare con una mano la roteante catena dell’informazione e avvolgerla intorno al braccio, tirandola a sè, per dire a tutti:

"Io esisto …e ho qualcosa da dire".


  p.s. sabato mattina, intorno alle 11.30, appuntamento in diretta da Ischia su Sky TG24 con Marco Montemagno. La premiazione si terrà domenica 4 luglio, sarà ripresa dalla Rai e trasmessa Venerdì 16 luglio alle 23.30.


Leggi l’articolo originale su: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora

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