Il padre biologico di Jobs: "Gli scrivevo"

NEW YORK, 10 OTT – Ha saputo della morte di Steve Jobs mercoledi' in ufficio quando uno dei suoi dipendenti gli ha offerto le proprie condoglianze. Abdulfattah 'John' Jandali, padre biologico di Jobs, non aveva contatti con il co-fondatore di Apple, al quale si limitava a scrivere periodicamente delle e-mail non ricevendo, secondo indiscrezioni, alcuna risposta. Jandali, in un'intervista al Wall Street Journal dal titolo 'Nessuna riunione per il padre biologico di Jobs', spiega che la morte di Jobs non e' stata uno ''shock. Ho sentito una profonda tristezza''.

Il vero shock per Jandali e' stato nel 2005 quando ha scoperto che Jobs era il suo figlio biologico: da allora Jandali ha iniziato a guardare tutti i video online di Jobs e ha iniziato a scrivergli e-mail quando ha saputo del suo stato di salute. ''Non so perche' gli scrivevo. Ritengo che fosse perche' mi faceva stare male sapere del suo stato di salute. Io avevo la mia vita, lui la sua e non eravamo in contatto. Se avessi parlato con lui non avrei saputo cosa dirgli''.

Jobs ha parlato della sua adozione durante il famoso discorso a Stanford. Jobs e' nato a San Francisco nel 1955 e sua madre aveva deciso di darlo in adozione a Paul Jobs e Clara Jobs. Jobs ha ammesso di aver contatti con la madre biologica e con la sorella Mona Simpson, ma non ha mai parlato del proprio padre biologico. Mona Simpson nel 1993 ha scritto il romanzo 'The Lost father', nel quale il protagonista cercava il padre che non aveva mai conosciuto. Jandali ha letto il libro e vi si e' riconosciuto.

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Alberto Francavilla