IL TRAPPOLONE A BERLUSCONI
Fini e Casini garantiscono “piena disponibilità” al governo, ma in realtà stanno attuando una tattica politica di logoramento con un obiettivo chiaro: costringere il premier a rassegnare le dimissioni
Il Cavaliere ha tra le mani un sondaggio allarmante (per lui): centrosinistra avanti di mezzo punto
Più che un tandem sembra una staffetta. Quando Pierferdinando Casini boccia il federalismo facendo irritare la Lega, Gianfranco Fini si mostra dialogante. Quando al contrario, sulla base di un’intervista rilasciata dal leader Udc, si ipotizza l’appoggio dei centristi al governo, è Fini che, sempre a mezzo stampa, garantisce: “Se si andasse al voto, io e Casini staremmo insieme”. Le esternazioni dei due convergono su un aspetto: è necessario tenere in vita l’esecutivo, mostrandosi ben disponibili a far sì che non cada così da evitare, responsabilmente per il Paese, le elezioni anticipate. Elezioni delle quali però, sottolineano chiaramente i leader di Udc e Fli, non c’è alcun timore. Anche perché gli ultimi sondaggi commissionati dal premier gli hanno dato un responso assai sgradito: se si votasse ora il centrodestra uscirebbe sconfitto (articolo di Sara Nicoli). E la “piena disponibilità” cela in realtà l’assoluta certezza che la maggioranza non riuscirà a durare a lungo. Inutile, quindi, dichiarare guerra aperta. Meglio giocare sul logoramento, per portare Berlusconi alle dimissioni facendo in modo che tocchi a lui, in campagna elettorale, l’onere di spiegare agli italiani le ragioni della crisi
di Davide Vecchi da IL Fatto Quotidiano