IMMEDIATO

Il pubblico ministero della procura di Genova, Cristina Camaiori, ha chiesto il giudizio immediato per gli otto ultrà serbi arrestati per gli scontri scoppiati all’interno e all’esterno dello stadio Luigi Ferraris di Genova, in occasione della partita tra Italia e Serbia dello scorso 12 ottobre, poi sospesa. A decidere sull’eventuale ricorso al giudizio immediato, rito speciale caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare, sarà il gip Maurizio De Matteis. Oltre al capo ultrà Ivan Bogdanov, gli altri sette tifosi serbi rinchiusi nelle carceri genovesi sono Srdan Iovetic, Daniel Ianic, Nikola Klickovis, Vladimir Delic, Nedad Radovic, Goran Stanic e Strahinga Toljagic. I primi quattro, accusati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, lancio e detenzione di oggetti pericolosi, rischiano una pena compresa tra i 3 e i 15 anni. Per gli altri quattro ultrà la posizione è meno grave. “Per noi non cambia nulla – spiega l’avvocato difensore di alcuni degli imputati Riccardo Di Rella – Per gli imputati mi aspetto pene diversificate. In Italia per reati simili -sottolinea Di Rella – sono state comminate pene non eccessive, basta pensare agli incidenti che portarono alla sospensione del derby di Roma mentre i nostri assistiti sono rinchiusi in carcere da due mesi. L’attenzione mediatica che si è creata intorno a questa vicenda -conclude il legale degli ultrà- non li ha sicuramente favoriti”.

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