MILANO – Nonostante continuino a esserci, gli infanticidi compiuti dalle madri sono per fortuna calati di circa il 50% rispetto a 10 anni fa in Italia. ”Siamo passati infatti dai 17 registrati nel 2001 ai 7 del 2011”. A dirlo Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebefratelli di Milano, alla presentazione delle linee guida sulla depressione in gravidanza e post-partum, nell’ambito di un progetto di Onda (Osservatorio nazionale salute donna).
”Non sappiamo se questo calo – spiega Mencacci – sia da attribuire all’effetto delle campagne di sensibilizzazione, come ‘A smile for mums’ o a servizi online come www.depressionepostpartum.it, dedicati alle donne che durante la gravidanza o dopo il parto hanno vissuto periodi di depressione, o ad altro ancora. Resta comunque un dato molto positivo”.
I dati presentati partono dal 2001, quando i casi di infanticidio sono stati 17, per poi calare nel 2002 (14) e subire oscillazioni negli anni successivi. Si arriva poi al 2009 con 14 figlicidi, si sale al picco massimo di 19 nel 2010 per poi scendere infine a 7 nel 2011. Quando si verificano dei casi del genere comunque, ci ha tenuto a precisare Roberta Anniverno, responsabile del Centro Psiche donna di Milano, ”non sono mai dei fulmini a ciel sereno.
Alle spalle c’e’ il non aver riconosciuto dei fattori di rischio molto forti o il non aver ascoltato la madre quando aveva provato a raccontare i suoi problemi”.
