ROMA, 20 GIU – Non piu' solo ''.com'', ''.org'', ''.net'', o anche i piu' nuovi ''.biz'' e ''.museum''. Internet si appresta a dare il benvenuto a tutta una serie di ''nomi a dominio'', i suffissi con cui terminano gli indirizzi dei siti, che conterranno anche il nome di aziende, oppure di intere categorie ''in qualunque lingua o carattere''.
Il consiglio di amministrazione dell'Icann, l'ente non-profit che gestisce i domini di Internet, nella sua riunione annuale a Singapore ha infatti approvato praticamente all'unanimita' questa apertura, definita ''storica'' dagli esperti.
''La decisione odierna aprira' le porte ad una nuova era su Internet – ha detto Peter Dengate Thrush, che dal 2007 ha preso il posto di Vinton Cerf, uno dei padri di Internet, alla presidenza dell'ICANN. – Abbiamo creato una nuova piattaforma per la creativita' della prossima generazione della rete''.
''Quest'apertura ai nomi di aziende e gruppi rendera' piu' facile trovare informazioni sul web, ma apre anche un nuovo mercato – spiega l'ingegnere Anna Vaccarelli di Registro.it del CNR di Pisa -, sia per i gestori e rivenditori di domini che per lo stesso ICANN''.
''Attualmente il sistema dei suffissi dei siti Internet – aggiunge – si basa su un doppio sistema, generico e nazionale. Per l'Italia il CNR gestisce appunto il dominio nazionale '.it'. Il sistema dei nomi generici e' quello dei classici '.com', '.net' e '.org' creati piu' di 26 anni fa, ai quali si sono aggiunte qualche anno fa estensioni 'sponsorizzate', promosse cioe' da alcune comunita' o categorie, come '.biz', '.museum'. La decisione dell'ICANN e' il frutto della discussione durata due-tre anni sulla possibilita' di aprire il mercato a singole aziende o gruppi''.
''Queste nuove estensioni – spiega l'esperto del CNR – potranno pero' essere promosse solo da aziende o gruppi che abbiano accanto un organismo tecnico in grado di gestire questi domini e l'ICANN dovra' essere convinta della solidita' sia tecnica che finanziaria del dominio. Ma anche del diritto dell'azienda stessa ad usarlo. Un caso potrebbe essere quello della Apple, da molti ritenuto troppo generico e che potrebbe essere rivendicato anche dai produttori di mele per esempio''.
L'interesse per questo tipo di estensioni, che andranno ad aggiungersi a quelle esistenti, e' pero' gia' vivo ''Mercedes, Fiat, Barilla o marchi di questo tipo potrebbero essere interessati, ma gia' da tempo grandi citta' come New York e Londra hanno manifestato interesse per un loro suffisso. Si e' parlato anche di un '.Roma' o '.Rome'. Ma la prospettiva piu' probabile e' quella di avere gruppi di aziende che magari gestiscono un '.imprese'. Oppure un '.pizza'. Le possibilita' sono numerose'', conclude l'ing. Vaccarelli.
L'ICANN, comunque, comincera' ad accettare le richieste dei nuovi suffissi solo dal prossimo 12 gennaio e, per la prima tranche, fino al 12 aprile successivo.
