Non siamo noi a dover emigrare, ma loro a dover prendere gli elicotteri.
“Quì ed in molti altri luoghi, sento parlare laureati e lavoratori che se ne vanno all’estero, perchĂ© quì non c’è lavoro, non c’è meritocrazia, non c’è nessuno che rispetta leggi che vanno solo a danno dei cittadini. Sento padri e madri di famiglia che si costringono a infrangere i propri ideali, la propria dignitĂ , pur di andare avanti. Sento politici che cambiano sponda e bandiera “perchĂ© a mali estremi…” e “vado dove c’è piĂą bisogno”, ma dimenticano ben presto le promesse elettorali. Io non me ne vado.
Io non abdico i miei ideali.
Io non scendo a patti con la mia coscienza.
Io non accetterò o verserò mazzette per lubrificare ingranaggi, non pagherò pizzi, non sverserò e inquinerò perché meno costoso.
So benissimo che questo Paese è in mano ai furbi (nel migliore dei casi) ed ai delinquenti (nel peggiore), ma non li lascerò vincere, non gli lascerò in mano il paese che amo solo perchĂ© loro sono piĂą forti. Io sono piĂą forte. Non guarderò mio figlio, tra vent’anni, confessando di aver contribuito al malaffare “perchĂ© tanto lo facevano tutti, così è la vita”. Resterò coerente con me stesso, perchĂ© oggi la coerenza non è piĂą un valore, ma si decide caso per caso. Non me ne vado all’estero, dove tutto è sì piĂą facile, ma dove non è la mia patria. Lavoro per creare lavoro, inizierò una nuova attivitĂ nonostante gli ostacoli e lo scetticismo di chi mi circonda. Avrò successo o fallirò, ma l’avrò fatto nel mio Paese, nella mia Nazione. Io resto quì e la mia sola presenza sia di monito e minaccia per coloro che usano il MIO Paese per pulirsi le natiche e ingrossarsi il portafoglio. Li sto aspettando”. Bad
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Postato il 23 Marzo 2011 alle 22:53 in Il commento | Scrivi | Ascolta
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