Sono posti meravigliosi, sembra guardare un quadro di Morandi, ispirano una gran pace dentro anche se per secoli sono stati luoghi di miseria e di sfruttamento feudale: siamo sull’Appennino ligure – emiliano, in una frazione di Bobbio, Mezzano Scotti.
Bobbio è poco più di un paesone di 3.700 abitanti, al centro di una zona, la Val Trebbia, di forte attività agricola, al confine tra la Liguria e l’Emilia, tra le province di Genova e Piacenza.
Marginale rispetto a Genova, marginale rispetto a Piacenza, Bobbio doveva quel po’ di prosperità alla posizione strategica sulla strada che collega il mare alla Val Padana, diventando nei millenni piazza di mercato.
La sua notorietà è però legata all’Abbazia fondata nel 614 da San Colombano, che poi partì a evangelizzare l’Irlanda. L’Abbazia fu, nell’Alto Medioevo, una delle principali sedi della cultura religiosa medioevale in Italia, con un famoso scriptorium ed una celebre biblioteca. Dato che fede e soldi in quei tempi erano ancor più intrecciati di ora, i miti e buoni monaci si diedero molto da fare a ottenere terre e case e i possedimenti dell’Abbazia si estesero in tutta l’alta Italia. Mezzano, ovviamente, rientrava nel mega feudo dei frati.
Fino a pochi anni fa, andare a Bobbio e nelle sue frazioni sembrava un salto nel passato. Nulla era cambiato per secoli, fino a quando la miseria millenaria dei contadini aveva alleggerito il territorio di migliaia di persone emigrate, nel dopoguerra, in cerca di fortuna verso nord: chi si era fermato a Milano, in pieno boom, chi era andato ancor più su. Ancor di recente Londra era costellata di ristoranti all’apparenza inglesissimi, puzzolentissimi, in cui servivano a tutte le ore uova, bacon, patate e piselli, tutti gestiti da bobbiesi emigrati. Ce n’era uno in Fleet street, la strada dei giornali fino alla rivoluzione industriale di Rupert Murdoch, ce n’era uno proprio davanti allo snobbissimo mega store di Harrod’s.
Conseguenza dell’emigrazione dei suoi più arditi abitanti, il denaro era affluito copioso nella valle e sulle dolci colline e la ulteriore conseguenza fu che spuntarono come funghi nuove orribili case di colori improbabili, le case del geometra che hanno reso orribile gran parte dell’Italia. Nelle foto se ne può vedere qualche buon esemplare proprio in quel di Mezzano. Case orribili per chi veniva dalla città, che guardava con languore le vecchie costruzioni medievali tutte in pietra. Case favolose per i vecchi rimasti al paese, che finalmente avevano un bagno in alternativa alla stalla e il riscaldamento centrale.
Erano anni in cui non c’erano né la testa né il tempo né l’interesse, a Parma come a Catania, per combinare funzionalità e buon gusto.
Nonostante tutto questo, Bobbio, Mezzano, la Val Trebbia, le dolci colline, erano rimaste un’isola di serenità in un’Italia di caos. Forse era solo un sogno nella mente di chi c’era passato decenni fa ed era rimasto intrappolato in quelle memorie.
Scoprire che lì, in quei campi, in quei boschi, ci hanno organizzato un rave party, è stato però troppo.
Leggiamo la storia su Blitz:
Vengono da Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna i giovani denunciati dai carabinieri di Piacenza per aver partecipato ad un rave party a base di musica elettronica, acid house, techno. Centosessantotto ragazzi sono stati accusati, a vario titolo, per invasione di terreni e disturbo alle occupazioni o del riposo delle persone, detenzione di stupefacenti, guida in stato alterazione da stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio stupefacenti e persino per aver parcheggiato in un’area verde demaniale adiacente a fiume e bosco, in violazione delle norme di polizia forestale.
Il rave si è svolto nella frazione Mezzano Scotti di Bobbio, in provincia di Piacenza, tra la notte del 16 maggio e le prime ore del 17 maggio 2010. Centinaia di ravers contattatesi attraverso internet sono arrivati da tutto il nord Italia per lo svolgimento della manifestazione caratterizzata dal ritmo assordante e giochi di luci accecanti.
I carabinieri del comando provinciale di Piacenza avevano attuato, da subito, un imponente servizio di vigilanza e di controllo dell’area demaniale prospiciente il fiume Trebbia e lungo le strade adducenti quella località, provvedendo a monitorare l’intera zona e sottoponendo i giovani a perquisizioni personali e dei veicoli alla ricerca di sostanze stupefacenti. Durante l’operazione, i militari hanno sequestrato anfetamine, hashish, marijuana e auto.
Una volta, per annegare la tristezza della povertà, c’erano solo dei bottiglioni di vino di produzione propria, genuini quanto il bruciore di stomaco che ti davano. Ora, per annegare la tristezza che provoca questa notizia, un po’ di the bianco che abbassa il colesterolo.