In Italia un bimbo su 200 è a rischio di autismo

ROMA – In Italia 1 bambino su 200 è a rischio di autismo ma ci sono ancora troppi ritardi nell’individuazione del disturbo e terapie non idonee ad affrontarlo. A lanciare l’allarme è l’istituto di ortofonologia (Ido), centro accreditato dal sistema sanitario nazionale di terapia e ricerca per l’età evolutiva, operativo dal 1970, ed ente di formazione e aggiornamento per medici, psicologi e insegnanti, che propone quindi un approccio innovativo sia nella diagnosi che nella terapia per migliorare la qualità della vita dei bambini autistici e delle loro famiglie e per dimostrare che l’autismo è affrontabile con risultati soddisfacenti.

Sarà questo, infatti, il tema al centro del convegno “autismo infantile. La centralità della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato”, promosso dall’Ido in collaborazione con la fondazione telecom ed edizione magi e in programma domani presso il palazzo dei congressi dalle 8.45 Alle ore 17, nell’ambito dell’evento diregiovani direfuturo-il festival delle giovani idee. Perché anche i bambini autistici possano “direfuturo”, l’ido presenterà al festival, giunto alla sua terza edizione, i due progetti noti come “tartaruga”, attivo a roma dal 2004, e “la centralità della diagnosi precoce nell’autismo infantile”, co-finanziato dalla fondazione telecom italia a marzo 2011. La prima iniziativa propone nel trattamento del disturbo autistico un approccio basato sulla motivazione, mentre la seconda coinvolge la scuola e i pediatri in percorsi di formazione finalizzati all’individuazione dell’autismo fin dalla più tenera età. “Ciò che è necessario – spiega il direttore dell’ido federico bianchi di castelbianco – è fare la diagnosi entro i due anni. Prima ci si muove e meglio è – conclude – perchè si riesce ad intervenire quando il disturbo non si è ancora radicato”.

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Lorenzo Briotti